Bimbi con i Libri

Gelsomino nel paese dei bugiardi

Giovanni Rodari, (Omegna, 23 ottobre 1920 – Roma, 14 aprile 1980), è stato uno scrittore, pedagogista, giornalista e poeta italiano, specializzato in testi per bambini e ragazzi e tradotto in moltissime lingue.

Gli anni della scrittura per l’infanzia e della notorietà
Nel 1960 incomincia a pubblicare per Einaudi e la sua fama si diffonde in tutta Italia. Il primo libro che esce con la nuova casa editrice è Filastrocca in cielo ed in terra nel 1959.
Solo nel 1962-63 raggiunge una certa tranquillità economica grazie alla collaborazione  a La via migliore e a I quindici. Dal 1966 al 1969 Rodari non pubblica libri, limitandosi a una intensa attività di collaborazioni per quanto riguarda il lavoro con i bambini. Lascia Paese sera e nel l970 vince il Premio Andersen, il più importante concorso internazionale per la letteratura dell’infanzia, che accresce la sua notorietà in tutto il mondo. Nel 1970 ricomincia a pubblicare per Einuadi ed Editori Riuniti, ma la sua prodigiosa macchina creativa non sembra più girare a pieno regime. Non è solo a causa del grande successo, ma anche della grande mole di lavoro e della sua condizione fisica. Nel 1974 si impegna nel rilancio del Giornale dei genitori, ma subito cerca di disimpegnarsi. Cosa che accadrà agli inizi del 1977. Al ritorno da un viaggio in Urss Gianni Rodari nel 1979 comincia ad accusare i primi problemi circolatori che lo porteranno alla morte dopo un intervento chirurgico il 14 aprile del 1980.

Per un approfondimento, biografico e bibliografico, rimando al sito:

Gianni Rodari Biografia

Gelsomino nel paese dei bugiardi  è un romanzo pubblicato da Gianni Rodari nel 1959. In un paese, dove per ordine del sovrano tutto funziona al contrario ed è proibito dire la verità, arriva Gelsomino dalla voce potentissima che con l’aiuto di simpatici amici sconfigge la prepotenza e fa trionfare la sincerità.

Una storia che non dimostra affatto sessanta anni. Il contenuto ed i messaggi, espliciti ed impliciti, che emergono mostrano una lettura attuale della società. Uno dei temi centrali è senza dubbio la forza che si trova nella collaborazione e nell’amicizia. Valori che rimandano all’importanza, alla necessità dello stare insieme, del gruppo ed in senso più ampio della comunità, contrariamente all’andamento della società moderna che si muove sempre più in una direzione individualista. Nella storia troviamo anche quello che io definirei un vero e proprio elogio alla diversità ed un invito implicito a ricercare ed utilizzare ciascuno la propria: Gelsomino è un ragazzino e poi un giovanotto qualunque, che però ha una voce fuori dal comune, nel corso della storia questa voce, che spesso gli si ribella, gli crea molti problemi fino a quando Gelsomino non la accetta e dunque la integra con il restò di sé, a quel punto la voce non è più un fardello, un problema da nascondere e tenere a bada ma diviene la risorsa con la quale farà trionfare la verità. Anche il Zoppino, il gatto con tre zampe disegnato col gesso, sente spesso l’irrefrenabile impulso di scrivere con la sua zampa  sui muri i suoi pensieri di verità, e per questo si caccerà nei guai ma sarà questo suo bisogno di verità, insieme alla sua condizione di disegno, che  lo porterà fuori da quei guai e gli permetterà di salvare gli amici anche pagando un caro  prezzo. Ecco quindi che pur mettendo l’accento sul valore del gruppo, Rodari sottolinea il principio positivo della diversità e della forza personale. Un altro tema centrale, e molto attuale, del racconto è la tendenzaa creare un immagine di sé arricchita, se non coperta, da sovrastrutture. Nel paese dei bugiardi molti hanno nascosto il loro vecchi abiti, e con essi la loro vera personalità, per indossarne altri che rispecchiano la società in cui vivono,  solo alla sera, di nascosto, li riprendono per tornare ad essere se stessi e sentirsi liberi.. Non solo gli abiti hanno cambiato gli abitanti del paese dei bugiardi ma ogni regola e ogni significato è stato ribaltato, tanto da non saper più riconoscere la realtà per quella che è né tanto meno i propri sentimenti, desideri e volontà. Al culmine del racconto è percepibile il senso di tensione con il quale i personaggi stanno convivendo, poi, via via  che le situazioni si risolvono, con un bel sospiro anche il lettore avverte un senso di liberazione e leggerezza. Forse così leggero dopo tutti quegli anni si è sentito  il sovrano che, vestiti abiti normali e spogliato delle parrucche che nascondevano la calvizie di cui tanto si vergognava, riceve da uno sconosciuto complimenti e inviti ad unirsi al suo club. Emblematica anche la scena dei soggetti dei quadri che prendono vita quando vengono cancellate le cose in più che appunto rappresentano le bugie.

APPUNTI/SPUNTI

La lettura di questo libri è adatta a bambini non più piccoli di 6 anni, mentre un lavoro specifico sui temi andrebbe rivolto a bambini più grandi.

Trattandosi di una lettura ricca di contenuti e che offre infiniti sunti di riflessione, si può pensare di focalizzarsi solo su uno dei temi più importanti, affidandosi anche alla scelta dei giovani lettori/ascoltatori.

Basandomi sempre sul principio che dall’esperienza arriva il migliore apprendimento sia esso didattico o emotivo, di seguito troverete qualche gioco/attività.

  • Si  chiede ai partecipanti di fare una descrizione fisica di loro stessi tutta basata sulle bugie, per cui chi avrà i capelli neri dovrà dire di averli biondi, chi è alto si descriverà basso e chi ha gli occhi marroni dirà di averli azzurri. Quando ognuno si sarà descritto, tutti insieme, dovranno iniziare a camminare per la stanza ma, nascondendo la verità, chi ha detto di essere alto camminerà in punta di piedi, viceversa, chi ha detto di essere basso andrà in giro in ginocchio, chi avrà detto di avere gli occhi di un colore diverso sarà costretto a guardare sempre in basso o in alto per non farsi scoprire e così via. Dopo aver camminato per la stanza in questo modo per qualche minuto cercando di ascoltare il proprio respiro e il proprio corpo, il conduttore inviterà i partecipanti a riacquistare lentamente una postura naturale, li aiuterà a sciogliersi con qualche movimento di testa, spalle e gambe (come scrollarsi qualcosa di dosso) e una volta tutti in cerchio si condivideranno le esperienze.
  • Divisi in triadi i partecipanti avranno mezzora per organizzare un progetto (un disegno, una costruzione, una scenetta, una canzone ecc) e ciascuno dovrà fare la sua parte e riconoscersela: quale è stato il mio contributo specifico al progetto?. Finito il tempo, i lavori saranno presentati uno alla volta e, a seguire, condivisione delle impressioni personali sull’attività.
  • Divisi in coppie i partecipanti si metteranno uno di fronte all’altro. Per 10 minuti ciascuno, si scambieranno il ruolo di bugiardo nella conversazione. Iniziando da cose semplici ed evidenti il bugiardo dovrà mentire su tutto e negare anche le evidenze, se c’è il sole dovrà dire che piove, se fa caldo dovrà dire che fa freddo e così via, mentre l’altro dovrà cercare di convincerlo a guardare e vedere la realtà. Passati 10 minuti le coppie si scambieranno i ruoli. Allo scadere del tempo la condivisione nel gruppo riguarderà il come ci si è sentiti a mentire e negare la realtà a tutti i costi, come ci si è sentiti a non riuscire a comunicare con l’altro.
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