Un libro nello zaino

Il gatto nero. Racconto di E.A. Poe

Edgar Allan Poe nacque a Boston nel 1809 e morì a Baltimora, per cause ancora non del tutto chiare, nel 1849. Rimasto molto presto orfano di entrambi i genitori (due attori girovaghi di origine irlandese), fu affidato alla famiglia di un mercante, John Allan, di cui prese appunto il secondo cognome. Vissuta tra Stati Uniti ed Inghilterra, la sua fu un’esistenza breve e tormentata. Di carattere scontroso e stravagante, iniziò presto a pubblicare poesie, racconti e saggi critici ed ebbe anche un’esperienza nell’esercito americano dal quale fu espulso per cattiva condotta. Fu e resta sicuramente uno degli autori americani più significativi. Precursore del genere giallo, con i suoi racconti dell’orrore e del mistero  fissa le caratteristiche strutturali del genere. Nei suoi racconti riesce a dare forma a fantasmi interiori, a quei tormenti dell’animo e della psiche che la psicoanalisi affronterà più avanti. Non c’è niente di soprannaturale nelle storie che Poe scrive e questo le rende ancora più terrificanti. Il racconto il gatto nero, scritto nel 1843, è un perfetto esempio di racconto dell’orrore.

il gatto nero

Il racconto è pubblicato all’interno di questo volume il gatto nero e altri racconti.

Oppure come racconto singolo Il gatto nero.

IL GATTO NERO

Un uomo felicemente sposato, che ha sempre amato gli animali, racconta di come, cedendo all’alcolismo sia vorticosamente precipitato in una condizione di inevitabile follia che l’ha spinto a commettere atroci atti di violenza. Condannato a morte il protagonista racconta e rivive in un flash-back i fatti che l’hanno portato a quel punto. Il gatto nero è il filo conduttore del racconto, prima vittima inerme, poi provocatore inconsapevole ed infine vendicatore impietoso.

Poe scrive in prima persona prestando la voce al protagonista, la scrittura è raffinata e scorrevole. Leggendo i suoi racconti ho sempre avuto l’impressione che il forte contrasto che c’è la il linguaggio usato ed i fatti narrati fosse uno degli elementi che maggiormente contribuiscono a creare nel lettore il giusto stato di tensione. Il susseguirsi degli eventi, partendo da una situazione quotidiana e familiare, porta via, via ad una escalation di suspense ed il gioco dei ragionamenti del narratore/protagonista trascina  il lettore sempre più vicino a sé in un crescendo di terrore e lo proietta nel  macabro scenario dalle atmosfere allucinate.

APPUNTI/SPUNTI

Consigliato per  ragazzi dagli 11 anni in su amanti delle atmosfere gotiche e paurose.

La narrazione così distaccata del protagonista rispetto ai fatti è decisamente inquietante, forse la cosa che si fa più fatica a sopportare,  anche di più delle scene violente, perché è come se superasse il confine che classificando i concetti ci permette di renderli comprensibili per esempio “è violento perché ha bevuto troppo, o perché è pazzo”, ma uno che racconta lucidamente e freddamente gli atti atroci che ha commesso, ecco forse, la mente umana fa più fatica a dargli un significato. Quello che si potrebbe fare in un gruppo che volesse partire da un racconto del genere per affrontare il tema della paura, è trasformare il terrificante in grottesco, (un po’ come ho suggerito in questo post che però riguarda bambini più piccoli).

Il titolo dell’attività potrebbe essere mi metto nei panni della mia paura, e così molto semplicemente ci si traveste da ciò che spaventa, un personaggio (vampiro o serial killer), la vittima di una situazione (con un po’ di trucco ed oggetti di carnevale si possono riprodurre innumerevoli situazioni) e si sta così per un po’, in ascolto delle proprie sensazioni e delle proprie emozioni. Successivamente, rientrati nel gruppo, ciascuno dirà ai compagni quali elementi della propria e loro maschera, a suo parere, risultano buffi o  grotteschi e, tenendo conto anche dei feedback dei compagni, ognuno rivedrà il proprio travestimento accentuandone caratteristiche ed atteggiamenti grotteschi. L’attività si concluderà con la condivisione dell’esperienza nel gruppo e con una grossa, corale risata.

*Questo è il post n°13, pubblicato il 17/11/2017. Il tema non poteva che essere il gatto nerogatto

A Camomilla…

 

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