I piccoli racconti di L.P.

I piccoli racconti di L.P.: L’Olmo e lo Scorpione

albero_saggio“Creature del bosco incantato, venite da me che vi ho chiamato. Questa è la notte funesta, in cui il pericolo incomberà sulla foresta. Raduniamoci in fretta sotto l’Olmo, antico saggio, che ci guidi contro il maligno presagio.” Queste furono le parole pronunciate da Leira, elfo femmina, portavoce della regina Ofelia. L’intero piccolo popolo era accorso al suo richiamo. Una folata di gelido vento aveva percorso la radura delle assemblee, detta Emeisni, che, nella lingua del bosco incantato, significa: riunirsi insieme. Non un fiato si era levato dalla folla che, impietrita, non osava muoversi, come nella speranza di fermare il tempo e scongiurare così ciò che da secoli era atteso e che ora, era inevitabile. Il grido dell’aquila, sentinella del cielo, scosse le anime impaurite e le invitò ad avviare la procedura difensiva. Tante, tantissime volte avevano simulato quelle azioni, ognuno il proprio posto, un compito specifico per tutti, ma quella non era una esercitazione. Ciascuno si sentiva responsabile del destino degli altri. Alle fate  spettava il compito di generare un cerchio magico che percorresse l’intero perimetro di Cek, così si chiamava il bosco incantato. I folletti rinforzavano tutte le abitazioni ravvivandone i colori con tinte create grazie ad una formula segreta, tramandata nei tempi di generazione in generazione. Gli elfi esperti dell’arte erborista, preparavano unguenti per proteggere o guarire da eventuali ferite. In ultimo, non per importanza, l’antica famiglia delle streghe si era riunita per potenziare l’arcana formula, che avrebbe elevato un invalicabile schermo a salvaguardia del villaggio e dei territori del Cek. Quando tutto il lavoro fu completato l’intero popolo si recò al cospetto del saggio Olmo, dove già la regina Ofelia li attendeva. Tutto accadeva come scritto sulla montagna rocciosa che si stagliava davanti alla vallata del Cek: “Mille anni di pace e fratellanza ma il mille e uno infrangerà ogni speranza. Della discordia si instaurerà la dittatura e vivrete nella paura. Il primo giorno del primo anno dopo il mille, al tramonto del sole mancheranno poche ore. Guardate dell’Olmo la corteccia illuminata dalla scritta infuocata”. Il sole calava e quandoTatuaggio scorpione tribale 02-380x350 raggiunse l’altezza dell’Olmo, come un lampo inciso nella corteccia apparve scritto “la paura è un’illusione. Guardate bene e non lasciatevi ingannare da ciò che voi stessi potreste creare.” Queste parole lasciarono tutti sbigottiti. Ad un tratto apparve un ombra nera, gigante, con un pungiglione appuntito e lungo almeno tre metri. Il piccolo popolo fu preso dal panico e, terrorizzati fuggirono scontrandosi l’un l’altro, ognuno pensava solo a salvare se stesso. L’antica promessa di alleanza tra le creature era sfumata in un attimo. Ad un tratto un grido acuto riportò il silenzio. L’Olmo saggio parlò “ vi avevo avvertiti, ma non mi avete ascoltato” nel frattempo sul suo tronco saliva un piccolo scorpione “avete creato voi stessi la vostra paura. Eccolo qui il mostro che vi ha spaventato” l’Olmo mostrò il minuscolo scorpione e proseguì “voi stessi siete stati artefici della pace e della fratellanza nella quale avete vissuto. Allo stesso modo avete generato la paura che le ha distrutte. Che vi sia di monito. Ricordate: tutto ciò che accade è generato da chi crede che stia accadendo”.

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