Bimbi con i Libri

La Strada Incantata

la strada incantataLa strada incantata

Lilly, elfo buffo e dispettoso viene allontanato, a causa dei suoi modi da egoista impertinente, dai suoi amici della Foresta Arcobaleno. Perso tra i meandri del bosco incontra lo Spirito dell’Albero che gli affida l’arduo compito di trovare la misteriosa Strada Incantata. Quella che sta di qua e di là. In ogni posto e in nessun dove! Nel suo lungo viaggio incontra tanti strani e magici personaggi pronti a suggerirgli la giusta cosa da fare. Il leggiadro Spirito dei Sogni, la vanitosa Principessa dei Corvi, La stramba Strega del Bosco e il solitario Kokkavallo. Questa favola rappresenta il viaggio che è possibile affrontare solo se si utilizza il cuore come bussola.

Marco Addati nasce a Gioia del Colle nel 1977. Inventa sin da piccolo dei racconti. Frequenta il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti entrambi a Bari. Disegna fumetti, vignette e illustrazioni e scrive per testate locali. Le sue prime storie vengono portate in scena a teatro prima con “Federico II in Musical” e poi “La Strada Incantata”. Quest’ultima nasce nel 2011 come testo teatrale di un laboratorio per bambini. Nel 2013 diviene musical con la Compagnia Teatralmente Gioia. Nel 2014 si classifica primo alla XXI edizione del “Premio Internazionale poesia e narrativa Città di Bitetto” nella categoria “Racconti e romanzi inediti”. Cavinato Editore International lo pubblica nel 2015 nel  2016 esce la versione ebook.

APPUNTI/SPUNTI

Ho trovato la storia un po’ diversa da quanto descritto dall’autore nell’introduzione e da quanto riportato nel riassunto. Le descrizioni iniziali sono molto belle, ricche di dettagli che sembra quasi di calarsi lentamente nel bosco arcobaleno, circondati da fiori colorati e profumati e tutto ciò che di favoloso si può trovare il un fiaba. I personaggi e la situazione invece non sono descritti con altrettanti particolari. Il libro è un racconto di 34 pagine che per la ricchezza del linguaggio e delle descrizioni potrebbe essere adatto a bambini di 6 anni per i quali, ascoltando la lettura ad occhi chiusi, potrebbe essere una buona ginnastica per l’immaginazione. Quello che a me è arrivato dalla lettura, come dicevo, è un po’ diverso da quello che mi aspettavo e cioè un elfo egoista e maleducato. Piuttosto Lilly, magari goffa e vivace, di certo è molto più simpatica degli altri elfi, tutti concentrati solo sul loro compito. Durante il suo cammino alla ricerca della strada incantata la piccola incontra altri personaggi, molto simili agli elfi, la principessa dei corvi, maleducata e presuntuosa, che in realtà non è mai andata oltre il suo becco, e la strega che cerca di far bere a Lilly la pozione che l’avrebbe fatta diventare famosa, mentre lei si ostina a vivere in una puzzolente catapecchia tenendo chiusa nel cassetto la suo splendida voce insieme al SUO sogno di diventare famosa. Insomma tutti cercano di insegnare a Lilly come è giusto che viva e come dovrebbe essere ma lo fanno restando immobili e chiusi nei loro piccoli mondi, che sia l’ossessione per i compiti e per la perfezione degli elfi, il bosco per il corvo o la catapecchia della strega. Solamente lei, Lilly la piccola elfo, ha il coraggio di muoversi, allontanarsi, di andare nel mondo affrontando paure, accostandosi a chi è diverso e a volte spaventoso, lasciandosi ammaliare ma rimanendo centrata su sè e sulla sua ricerca. Quando finalmente torna a casa sana e salva, l’accoglienza che riceve somiglia tale e quale a quello che l’ha fatta andare via: l’egoismo degli altri elfi che le dicono “ci hai fatto prendere un’accidenti!”, guardando di nuovo solo loro stessi ed i propri sentimenti. Come sarebbe stato se invece avessero detto “sei tornata! Come stai TU?” riconoscendola finalmente!

L’atteggiamento degli elfi mi ha fatto subito pensare a quando, noi adulti, stiamo facendo qualcosa e i bambini ci vengono vicino sbirciando e mitragliandoci di domande mentre con le loro manine tentacolari cercano di afferrare, scarabocchiare, versare, strappare, insomma di collaborare a modo loro. Quanto ci innervosisce questa cosa? Cosa facciamo in quel momento? Io credo che molto spesso li allontaniamo, a volte con gentilezza altre volte meno. Per quanto credo sia giusto che ci siano degli spazi o delle situazioni in cui i bambini debbano imparare a non interferire, ad avere pazienza, è anche vero che spesso potremmo anche metterli vicino a noi, spiegargli cosa stiamo facendo e, dove possibile, affidargli un piccolo compito. Se stiamo cucinando certo non gli faremo affettare le zucchine, però potremmo fargliele lavare, se stiamo leggendo potremmo farlo ad alta voce, se stiamo tagliando con le forbici potremmo farlo insieme o se sono abbastanza grandi potremmo tagliare una cosa per uno. I risultati non saranno perfetti, Ci abbiamo messo un’ora anziché quindici minuti, ma forse abbiamo vissuto un tempo di qualità. Forse abbiamo fatto un pezzo di cammino sulla strada incantata di cui parla l’autore.

Per i piccoli lettori invece sarebbe interessante scoprire, senza commenti ed anticipazioni, quale o quali personaggi hanno preferito e perché. La storia si presta bene anche alla drammatizzazione che a sua volta potrebbe essere utile per esplorare gli stati d’animo dei personaggi e riflettere su se e quando ci siamo sentiti “così”. Infine, ed è in questo caso la mia attività preferita, ai giovani lettori/ascoltatori sarà data la possibilità di concludere la storia come vogliono, Lilly torna nel Bosco Arcobaleno e …

 

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