Approfondimenti

Non uccidete Babbo Natale

Nat-SantaOgni volta che qualcuno dice ad un bambino che Babbo Natale non esiste, da qualche parte c’è un elfo che muore e quando tutto il piccolo popolo sarà sterminato cosa racconteremo ai bambini?

Babbo Natale è uno dei pochi esseri magici, universalmente riconosciuti, che almeno una volta l’anno porta la fiaba nelle case e le case, per una notte, entrano a far parte di una fiaba, perché ogni Natale, nel grande libro di Babbo Natale, viene aggiornata la pagina che racconta di ogni singolo bambino del mondo. Credere nelle fiabe, nella magia e in Babbo Natale è fisiologico e necessario per i bambini, così come fisiologicamente e naturalmente smetteranno di crederci tra i sei e i nove anni conservando un piacevole ricordo e quel sapore dolce che riutilizzeranno da grandi, come una medicina, al bisogno (quando avranno figli per esempio o quando si avrà  bisogno di evadere un po’). La fiaba è un elemento fondamentale nello sviluppo dei processi cognitivi del bambino. Attraverso la fiaba il bambino sperimenta ed esercita l’immaginazione e la creatività. La fiaba agisce come un filtro attraverso il quale il bambino inizia a riconoscere e a dare un nome alle emozioni proprie ed altrui, sono inoltre un primo sguardo sulla realtà che favorisce la ricerca di soluzioni in situazioni di difficoltà. Le fiabe, dunque, fanno parte di quel patrimonio culturale e sociale che, utilizzando la fantasia ed un linguaggio semplice, raccontano di tradizioni lunghe secoli, interpretano eventi un tempo incomprensibili e offrono agli adulti uno strumento per descrivere ai bambini concetti altrimenti difficili da spiegare. Ai bambini piace anche raccontarle le fiabe e nelle loro rivisitazioni o racconti inediti, oltre a allenare le abilità mnemoniche, linguistiche e di astrazione,  possiamo leggere messaggi complessi da verbalizzare.

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Distruggere questa possibilità è davvero crudele e chiunque l’avesse fatto o  avesse intenzione di farlo è pregato di contattare immediatamente i suoi spiriti del Natale presente, passato e futuro direttamente a questo indirizzo C/O Charles Dickens, Canto di Natale.

downloadOgni bambino in fondo, in fondo sa che a volte il suo comportamento non è stato impeccabile quindi, quando al risveglio trova sotto l’albero o ai piedi del letto, a seconda della tradizione di riferimento, il dono desiderato, ecco che si sente rasserenato perché anche il suo nome è stato scritto sulla lista dei buoni! In questo modo si rinforza il concetto che anche quando si comporta male, non è lui ad essere sbagliato, ma solo il modo in cui ha agito in quel momento.

 Ma poi, quanto è meraviglioso guardare i loro occhi che si fanno grandi, grandi dallaBabboNatale-1 sorpresa! Che ogni volta per loro è la conferma “allora è vero veramente”,  e poi vederli nei giorni seguenti con l’entusiasmo di chi sa che se si crede in qualcosa poi magari i sogni si avverano. Al giorno d’oggi però si corre il rischio di dare tutto per scontato quindi “non importa chi mi porta i regali e neanche come, l’importante è avere tutto quello che voglio”. Questo sta tutto nelle mani degli adulti, inutile travestirsi da Babbo Natale, sarebbe troppo facile! Si può invece spiegare al bambino che Babbo Natale deve portare regali a tutti i bambini del mondo per cui si può scegliere solo un regalo (facciamo due? Assolutamente non più di tre!). accompagnando il bambino nella scelta del regalo, lo aiutiamo anche a fare una selezione, a distinguere cosa veramente desidera da cosa è semplicemente attratto “perché ce l’ha l’amichetto”. I bambini, si sa, sono degli accumulatori compulsivi, preveniamo il degenerare della situazione nell’età adulta, educandoli a sentire il valore delle cose, in questo caso il valore di un desiderio realizzato gratuitamente (magari!) da una persona che tutta la notte vola su e giù per il modo senza sosta. Il minimo che si può fare per tanto impegno è sicuramente lasciare al caro Babbo qualcosa da mangiare e magari un bel disegno o un oggetto in regalo, come ringraziamento. In queste scelte e preparazioni l’adulto dovrà essere solo accompagnatore del bambino, perchè è al bambino, o ai bambini insieme se sono più di uno, che spetta il compito di scegliere e preparare tutto. Sarà con questi piccoli gesti che il bambino si sentirà parte di quella fiaba che, attraverso le tradizioni che in ogni casa si costruiscono, porterà con sé per sempre.

otto-dicembre-shopping-natalizio-660x330 Lo shopping compulsivo che si scatena di questi periodi, lungi dall’essere figlio dello spirito natalizio e neanche fratello di Babbo Natale e questo i bambini lo vedono! Allora si possono rendere protagonisti spiegando loro che, siccome Babbo Natale è troppo impegnato a cercare, impacchettare e protocollare il loro regali, gli chiede un aiuto (si può far recapitare loro una lettera per rendere l’investitura ad aiutante più ufficiale oppure fargli trovare un cappellino da elfo mandato direttamente da Babbo in persona): i bambini dovranno occuparsi di comprare o fabbricare, di impacchettare e protocollare dei doni per gli adulti a cui vogliono bene!

Se qualcuno non avesse ancora scritto la letterina vi ricordo che l’indirizzo è:

Santa Claus presso Villaggio Natalizio, Circolo Polare Artico, Rovaniemi, Lapponia, Finlandia

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Riguardo al significato che ha la figura di Babbo Natale per i bambini vi segnalo un paio di articoli che ho trovato interessanti:

Di seguito invece un articolo piuttosto completo sulle origini di questa figura, l’evoluzione da San Nicola a Santa Claus.

Tratto dall’Accademia della Crusca 

evoluzione di santaL’uso di fare doni ai bambini in occasione del solstizio d’inverno c’è sempre stato. Nell’antica Roma imperiale, fra gli anni 243 e 366 dopo Cristo, l’occasione cominciò a coincidere con il “dies natalis” e amici e parenti iniziarono a scambiarsi le prime “stranae” per festeggiare. Insieme alla nascita di Gesù si ricordava l’anniversario dell’ascesa al trono dell’Imperatore e i festeggiamenti per i due eventi avevano il significato simbolico di prosperità che ci si augurava durasse per tutto l’anno. Agli auguri di buona salute, si accompagnarono presto ricchi cesti di frutta e dolciumi, e poi doni di ogni tipo.

Ma nel passato i regali non li portava Babbo Natale. A portare i regali ai bambini ci pensavano gli elfi, gli angeli, le fate, i Re MagiSanta LuciaGesù Bambinola Befana. La figura di Babbo Natale si ricollega a San Nicola che, vissuto in Lycia nel IV secolo (nato a Patara in Turchia), fu Vescovo di Myra. Dopo la morte le sue spoglie furono trafugate e portate a Bari di cui divenne il patrono. San Nicola (Sanctus Nicolàus) era rappresentato vestito da Vescovo, quindi con l’abito rosso che poi resterà nella rivisitazione americana di Moore.

Per diventare ciò che è attualmente, la leggenda e la storia di Babbo Natale – San Nicola download (4)dovette arrivare negli Usa al seguito degli immigrati olandesi: il nome olandese del santo, Sinter Klass, venne importato in America dagli immigrati come Santa Claus, la cui traduzione in italiano è solitamente Babbo Natale. Infine, a New York trovò Clement Clark Moore, che nel 1822 scrisse per i suoi sei figli la poesia A visit from St. Nicholas in cui lo descriveva in vesti nuove. Il successo fu immenso e lui, con i nomi di Santa KlausFather ChristmasPapa NoëlWeihnachtsmann (anche se in Germania restò molto viva l’usanza che i doni li portasse Gesù bambino), Babbo Natale, diventò il più amato portatore di doni e regali.

San Nicola era già divenuto nella fantasia popolare “portatore di doni”, grazie a numerose leggende che si erano diffuse su di lui fin dagli anni che seguirono la sua morte. Una tra le più famose, riportata anche da Dante nel Purgatorio (XX, 31-33), è quella delle tre giovani poverissime destinate alla prostituzione, dal momento che il padre, caduto in miseria, non poteva dare loro la dote per farle sposare. L’uomo pregò Nicola che decise di aiutarlo lanciando per tre notti consecutive, attraverso una finestra sempre aperta della casa, i tre sacchi di monete che avrebbero costituito la dote delle ragazze. La prima e la seconda notte le cose andarono come stabilito, mentre la terza notte San Nicola trovò la finestra inspiegabilmente chiusa. Deciso a mantenere comunque fede al suo proposito, il vecchio dalla lunga barba bianca si arrampicò così sui tetti e gettò il sacchetto di monete attraverso il camino, dov’erano appese le calze ad asciugare, facendo la felicità del nobiluomo e delle sue tre figlie. In altre versioni posteriori, forse modificate per poter essere raccontate ai bambini a scopo educativo, Nicola regalava cibo alle famiglie più povere calandoglielo attraverso i camini o lasciandolo sui davanzali delle finestreLa notte della consegna dei doni diventò quella del 6 dicembre (S. Nicola, appunto) e poi quella di Natale. Nei Paesi di lingua olandese (Paesi Bassi e Belgio Fiammingo) ancora si festeggia la notte del 6 dicembre Sinter Klass e vengono portati regali solo ai ragazzi, così come San Nicola, secondo la leggenda, aveva portato doni solo alle tre ragazze povere.

L’immagine che siamo abituati a vedere di Babbo Natale deriva da una delle prime pubblicità della Coca Cola. Nel 1931 quest’azienda decise infatti di usare Babbo Natale nelle sue campagne pubblicitarie invernali e commissionò a un artista americano, Haddon Sundblom, l’incarico di ridisegnare il vecchio gentiluomo con in mano una bottiglia della celebre bevanda (come soggetto utilizzo se stesso). Queste illustrazioni invasero il mercato dai primi anni Trenta all’inizio dei Sessanta, diventando l’immagine di colui che porta i regali di Natale e perdendo ogni connotazione religiosa.Haddon-Sundblom2

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