Piccoli lettori crescono

Le avventure nel frattempo

le avventure nel frattempoLe avventure nel frattempo

 

Ultimo capitolo della trilogia di Roddy Doyle sulle vicende della famiglia Mack e del cane Rover, cane spregiudicato e intelligentissimo, “con un cervello grande come l’Africa ficcato in una testa grossa come una patata lessa”.  Una serie di avventure improbabili che si scatenano tutte una nel frattempo dell’altra: il signor Mack finisce in galera, ovviamente per un gigantesco equivoco, nel frattempo sua moglie non si sa dove sia, nel frattempo Jimmy e Robbie cercano di far evadere il padre, nel frattempo Kayla, insieme alla inseparabile amica Victoria e a Rover, partono alla ricerca della mamma e nel frattempo le lumache cercano di conquistare il mondo! Una trilogia meravigliosa! I tre libri possono essere tranquillamente letti in ordine casuale o anche scegliendone solo uno però letti in ordine e di seguito moltiplicano l’effetto esilarante!

Roddy Doyle è uno scrittore e sceneggiatore irlandese autore di questa bizzargliosa trilogia (ma non solo!). Si tratta di un artista geniale che scrive storie matrioska, ogni racconto ne contiene altri, da ogni personaggio si potrebbe trarre uno spin off. I suoi racconti vanno dal comico al bizzarro, con qualche sterzata cinica senza mai abbandonare la retta via dell’ironia. Per questo motivo la lettura è consigliata dagli otto anni. Leggendo i suoi libri non sai mai cosa potrebbe capitare dietro ad ogni pagina.

APPUNTI/SPUNTI

Il gioco geniale dei frattempo fa saltellare il lettore di qua e di là, da un personaggio all’altro, da una situazione all’altra e da un continente all’altro. Ognuno ha il suo obiettivo ma tutti lavorano contemporaneamente per uno scopo comune. Niente succede a caso perché ogni azione è causa della successiva ed effetto della precedente. Una bizzarra e complessa metafora della vita! Mentre noi ci alziamo, ci laviamo, lavoriamo, ci arrabbiamo o amiamo, nasciamo e moriamo intorno a noi miliardi di esseri viventi nascono, muoiono, si alzano, si lavano, lavorano, se sono esseri umani, altrimenti miagolano, abbaiano, volano, vendono la cacca ai ridrelli … se vogliamo ridurre questo macro legame possiamo tornare ad osservare semplicemente intorno a noi, agli affetti primari, ai colleghi, al negoziante sotto casa, a chi ci siede accanto sulla metro. Da qualsiasi punto si inizi a guardare c’è sempre un universo infinito di frattempo.

Il frattempo è una cosa seria che non teniamo nella dovuta considerazione. In ogni frattempo c’è una storia, una vita. Quando ci rivolgiamo agli altri, conosciuti o non, ricordiamoci che stanno vivendo nel loro frattempo rispetto a noi, e la maggior parte di quella dimensione, molto spesso, ci è sconosciuta. Per questo dovremmo sempre evitare di giudicare un muso lungo, un’occhiata storta o una parola stonata, probabilmente, in qualche modo, ha disturbato la linea del nostro frattempo per cui, ecco, non facciamo altrettanto.  Al contrario un gesto di gentilezza, anche solo un buongiorno o un sorriso, può entrare in un frattempo portando una nota positiva, o almeno senza fare danni, pur sempre lasciando una traccia. chi lo sa, magari anche questi frattempo hanno qualcosa a che fare con la teoria dell’EffettoFarfalla di cui parlava il fisico  Edward Lorenz «Il battito delle ali di una farfalla in Brasile, può provocare un uragano d’aria nel Texas».

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Una attività che si può proporre ai giovani lettori è questa:

il conduttore invita i partecipanti a camminare per la stanza guardandosi intorno, soffermandosi ora su un oggetto ora su un mobile, osservare i compagni. Dopo qualche minuto il conduttore darà lo stop ed ognuno si fermerà esattamente dove è e presterà attenzione alla sua posizione, a cosa sta facendo ed a cosa sta pensando, dopodiché, tornato a posto, disegnerà se stesso in quella situazione lasciando spazio ad una nuvoletta che racconti con tre o quattro parole quale era il pensiero. Al termine di ogni disegno i fogli inizieranno a girare ed ognuno aggiungerà il suo frattempo. Quando tutti avranno finito i disegni saranno appesi intorno alla stanza ed ognuno potrà osservare il punto di vista di tutti e dare il via ad una condivisione in gruppo.

Ogni passo dunque anticipa e sostiene quello successivo e un passo alla volta costruiamo la nostra vita, incrociando ed incrociati dai frattempo degli altri.

Ecco qui l’importanza di essere radicati. Essere presenti a se stessi nel qui ed ora ci permette di fare scelte adatte ai nostri bisogni ed andare a modificare quelle che non ci soddisfano. Ci permette anche di rispettare gli altri, restando centrati su di noi, senza perderci nei frattempo altrui. Un esempio di questo, seppur nella loro assurda modalità, ce lo da la famiglia Mack, e ovviamente  il cane Rover. Tutti loro si muovono in direzioni diverse rimanendo costantemente centrate su loro stesse, consapevoli delle loro risorse e della situazione in cui si trovano, fino al momento  conclusivo, quando tutti si ritrovano insieme quasi attratti contemporaneamente in quel luogo, il cerchio si chiude e la storia finisce. Forse.

In bioenergetica essere radicato si dice essere grounded. Per chi volesse approfondire di seguito troverà una spiegazione del concetto di Grounding.

alberoGrounding

Il primo obiettivo della Bioenergetica è il radicamento, definito da Alexander Lowen “grounding”, poiché è ciò che riesce a far sentire l’unità tra il corpo e la mente, l’integrazione tra la realtà interna e quella esterna. Nella posizione grounding i piedi e le gambe hanno un contatto interattivo con la terra, per prendere energia, per scaricare le tensioni, per sentirsi sostenuti e mai traditi, poiché la terra è sempre lì e ovunque a nostra disposizione, poiché la terra è la realtà stabile, è la piattaforma dove si costruiscono le fondamenta della persona. Stando in grounding l’apertura dei piedi è perpendicolare alle spalle oppure ai fianchi (se sono più larghi), gli alluci sono lievemente convergenti tra loro, per essere in linea con le ginocchia che a loro volta sono leggermente flesse, il bacino è lievemente retratto per agevolare il rilassamento della spina dorsale, la profondità del respiro, e del fluire dell’energia fino alle dita dei piedi. Le ginocchia rigide provocano una forte contrazione dell’ano, della spina dorsale e della respirazione, non permettono il fluire dell’energia, del sangue e di tutti i flussi corporei, non danno un equilibrio stabile come contrariamente avviene quando le ginocchia sono flesse. Il corpo, nella posizione grounding, si appropria di una postura solida e radicata nella terra e nella propria interiorità, si rende pronto all’espansione verso il cielo come i rami di un albero il cui tronco ha messo lunghe radici nel sottosuolo. Il principale scopo del grounding è la salute in un corpo vibrante con solide fondamenta, proprio per questo obiettivo ogni classe inizia con molti movimenti dei piedi, delle gambe, della respirazione e dell’orientamento nello spazio. Salendo verso l’alto si sciolgono le caviglie, le ginocchia, le anche e il bacino. I numerosi movimenti si alternano di volta in volta in modo creativo, tenendo sempre conto delle difficoltà e della crescita dei partecipanti. Piccole vibrazioni che rendono le gambe e il bacino pieni di energia vitale si percepiscono e si notano dopo che i muscoli delle parti inferiori del corpo sono stati mobilitati e decontratti. Gli esercizi per il busto, per le braccia e le mani, offrono l’opportunità di sentire l’armonia tra il basso e l’alto, tra la destra e la sinistra, tra la parte tenera del cuore e la parte dura della colonna vertebrale. I numerosi movimenti degli arti superiori sono sempre espressi in sintonia con la parte inferiore; il grounding è continuamente presente in tutte le espressioni corporee, poiché è l’unica postura corporea, attentamente studiata da Alexander Lowen, che permette a tutte le libere espressioni motorie di mantenere i personali confini senza sovraccaricare di energia la testa. Le espressioni motorie svolte in grounding permettono il libero fluire dei sentimenti che nascono dal cuore in una corrente continua con l’energia, il sangue e tutti i flussi corporei che scivolano fino alle dita dei piedi, nelle braccia, nel collo e nella testa, coinvolgendo labbra ed occhi. Dopo una classe la pelle del viso e gli occhi sono più luminosi, tutto il corpo estrinseca vitalità. ( Maria Stallone Alborghetti, la classe di esercizi di bioenergetica quale prevenzione e promozione della salute, tratto da www.bioenergetic.it ).

 

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