Approfondimenti, Piccoli lettori crescono, Un libro nello zaino

IL MONDO MAGICO, METAFORA DEL REALE

harry libriI romanzi che raccontano la saga di Harry Potter dopo 20 anni continuano ad affascinare i nuovi giovani lettori. Merito sicuramente dei temi come l’amicizia, l’amore e l’eterna lotta tra il bene ed il male in cui un po’ tutti riconosciamo qualcosa di noi stessi. Oltre a questi argomenti però c’è molto di più. In ogni singolo romanzo ci sono significati e temi impliciti che la Rowling ha saputo inserire nella storia, ed attraverso la storia, in maniera straordinariamente precisa ed affascinate, regalandoci, non solo significativi spunti di riflessione, ma anche i preziosi strumenti per utilizzarli, riportandoli per esempio come attività educative, laboratori esperienziali ecc ( ad esempio come ho suggerito in questo post).

Inizio parlando di quelli che, secondo me, occupano primo posto sul podio delle creature magiche più terrificanti: i Dissennatori. 

dissennatore I  Dissennatori o Dementors  sono creature oscure alte circa 3 metri, dall’aspetto di uno scheletro, avvolti da un ampio e scuro mantello. Essi si nutrono delle emozioni e ne vanno a caccia. In un contatto faccia a faccia con una persona il Dissennatore aspira avidamente tutti i ricordi legati ad esperienze felici, le emozioni positive lasciando la vittima in una condizione di obnubilamento e debolezza fisica. Il contatto ripetuto e costante con queste creature può condurre alla pazzia, come nel caso, per esempio, di molti prigionieri di Azkaban nel periodo in cui i Dissennatori sono stati messi a guardia della prigione. Fortunatemente, se tempestivamente harry-Bacio-del-Dissennatore-articoloaffrontata, la situazione risulta reversibile. La loro Arma letale invece risiede nel  bacio, in grado di risucchiare l’anima di chi lo subisce, condannandolo a diventare a sua volta Dissennatore, ossia una creatura ne viva ne morta, generata dalle sue stesse paure.

Con questa terribile, spaventosa e pericolosa creatura, la Rowling ci parla della DEPRESSIONE, una condizione che può essere altrettanto terribile, spaventosa e pericolosa per chi si trova a viverla che, come un Dissennatore, non fa distinzioni ed ogni persona è una vittima potenziale. Proprio come un Dissennatore la depressione svuota la persona che ne soffre e la invade con una profonda ed incontenibile tristezza, togliendole vitalità e incrementando visioni e pensieri negativi, a volte fino ad arrivare all’elaborazione di pensieri deliranti.

La stessa J.K. Rowling ha dichiarato apertamente di aver sofferto di depressione, per questo ha saputo raccontarla così bene utilizzando una metafora che simboleggia tutti gli aspetti di questo disturbo. Probabilmente, scrivendo e raccontandola, lei stessa ha potuto giovare di uno strumento catartico come la scrittura per superare il quel difficile momento che è stato efficace perchè sostenuto da un percorso terapeutico che l’ha portata ad accettare il suo fallimento e le ha permesso di riprendere in mano se stessa e la propria vita.

Immediatamente dopo averci presentato queste infide creature, la Rowling ci offre lo strumento per difenderci: l’Incanto Patronus.

luna patronusExpecto Patronum è la formula magica che ha il potere di allontanare i Dissennatori. Si tratta di uno degli incantesimi più potenti e più difficili da evocare, a detta della comunità magica. La sua potenza e la sua efficacia infatti risiedono completamente nella persona che lo invoca. Traducendo dal latino la formula, avremmo letteralmente “aspettare un protettore”. Non si tratta tuttavia di una persona o entità esterna che arriva in soccorso da chissà dove, l’aiuto, la protezione ha origine dal ricordo più significativo, attenzione non necessariamente il più felice, quel ricordo che ha lasciato una traccia profonda nell’animo della persona, una traccia tanto consistente da poter generare, se invocato con forza e fiducia, una energia luminosa talmente forte da allontanare un Dissennatore e le tenebre che porta con sè. Di solito un patronus si manifesta con le sembianze di un animale. Non è facile rintracciare e contattare un simile ricordo, di solito è necessario un bel po’ di tempo e un buon grado di autoconsapevolezza. Herry Potter è costretto, per necessità, ad accelerare i tempi e riesce ad invocare il suo patronus a soli 14 anni e riesce a farlo impegnandosi tantissimo, mettendosi in gioco nonostante fosse dura e accettando l’aiuto ed il sostegno del professor Lupin, da solo non ce l’avrebbe fatta.

 

Come possiamo noi prendere in prestito questo potente incantesimo? Tanto per cominciare dobbiamo pensare che per poterlo trovare dentro di noi abbiamo bisogno di un percorso personale e magari anche di un supporto, una persona che ci accompagni in questa ricerca aiutandoci a tenere il filo per non perderci e sostenendoci quando siamo stanchi o scoraggiati. Forse è questo il messaggio che la Rowling voleva dare soprattutto a chi soffre di depressione o sta vivendo un moneto difficile: dentro di noi c’è una forza che resiste anche nei momenti peggiori, un’energia in grado di allontanare le tenebre, tutti possiamo trovare il nostro patronus e per riuscirci possiamo chiedere aiuto senza vergogna.

 Per chi fosse interessato o incuriosito, ho trovato questo articolo molto carino che, a proposito di metafore, fornisce una spiegazione per ciascun patronus assegnato ai personaggi principali.

 ollivander“È la bacchetta che sceglie il mago Signor Potter”

La bacchetta magica! Chi in vita sua non ne ha mai desiderata una? La mia è fatta di legno di frassino, con un nucleo di cuore di drago, lunga 12 pollici e mezzo, molto flessibile. Ma perché è la bacchetta a scegliere il mago? Per trovare una risposta a questa domanda bisogna chiedersi cosa sia, cosa rappresenti per il mago la sua bacchetta. La bacchetta è lo strumento con il quale vengono, letteralmente, lanciati gli incantesimi, tuttavia un Babbano in possesso di una bacchetta non sarebbe in grado di farla funzionare. Ne possiamo dedurre che essa sia un vettore, un mezzo attraverso il quale l’energia, o magia, presente nel mago viene canalizzata e trasformata per essere olliv.negozio.jpgdirezionata, o lanciata, verso l’obiettivo. Nel mondo reale questo processo lo vediamo, e spesso lo viviamo, quotidianamente. Non abbiamo bacchette magiche, alcuni usano la penna, altri un microfono o un pennello … esistono infinite possibilità e tantissimi strumenti che ognuno di noi può usare come vettori per canalizzare e far uscire la propria energia. Per quanto alcune persone siano indubbiamente poliedriche esiste sempre la modalità, lo strumento che più gli si adatta, non perchè l’abbia scelto razionalmente, ma perché viene attratto inevitabilmente verso di esso. Ecco dunque perché, io credo, sia la bacchetta a scegliere il mago. Noi possiamo ignorarlo, temerlo o rinnegarlo invece che afferrarlo e padroneggiarlo ma il nostro strumento non smetterà mai di attrarci e l’energia che abbiamo dentro continuerà a ribollire fino a quando non le apriremo la strada.

La licantropia di Remus Lupinlupin

 

Remus John Lupin era figlio di un mago, Lyall Lupin e di una Babbana, Hope Howell. Lyall era un esperto di apparizioni e spiriti non umani come per esempio i mollicci e i poltergeist. Durante da prima ascesa di Lord Voldemort, quando Remus è ancora un bambino, suo padre viene convocato dal Ministero della Magia con altri esperti di creature oscure. Un giorno si trova davanti Fenrir Greyback, feroce lupo mannaro, che in quella occasione sostiene di essere un senzatetto babbano. Fenrir riesce ad ingannare tutti ma non Lyall che tenta di smascherarlo, definisce lui e quelli come lui creature senza anima, cattivi e bramosi di morte. Purtroppo il suo tentativo fallisce e Greyback viene rilasciato, esce dal Ministero carico di rabbia e rancore nei confronti di Lyall e prepara la sua terribile vendetta. Una notte, mentre il piccolo Remus di quasi cinque anni, dorme nel suo lettino, Fenrir Greyback si introduce nella sua stanza e lo azzanna. Lyall arriva in tempo per salvare la vita del figlio che però ormai è stata definitivamente lupomannari1compromessa dal morso del lupo mannaro. Da quel giorno Remus Lupin crescerà con il terrore della luna piena che lo costringe a quella dolorosa trasformazione che a sua volta lo porta a diventare pericoloso per chi gli sta accanto. Prima con la famiglia e poi da solo il professor Lupin si sentirà costretto a cambiare spesso casa, città fino a prediligere un triste isolamento. Grazie ad Albus Silente può frequentare la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. Per lui è stato adibito un luogo protetto dove rifugiarsi nelle notti di luna piena per mettere al sicuro gli altri e se stesso. Ad Hogwarts finalmente trova amici sinceri e fidati. purtroppo però con la fine degli studi e poi con l’uccisione dei Potter e la cattura di Sirius Black, Lupin si ritrova di nuovo solo. Nel frattempo la scienza magica ha fatto progressi ed è stata creata una pozione antilupo. Non si tratta di una cura ma di una pozione in grado di sedare e rendere innocuo il lupo mannaro. Purtroppo la pozione risulta costosissima così ancora una volta Lupin si ritrova avvilito e solo, fino a quando Silente in persona lo raggiunge per proporgli la cattedra di difesa contro le arti oscure ed una scorta illimitata di pozione antilupo.

La stessa J.K. Rowling ci spiega cosa ha voluto rappresentare con questa storia nella storia.

«Il professor Lupin è uno dei miei personaggi preferiti. E’ una persona ‘danneggiata’, sia letteralmente che metaforicamente. Penso che sia importante per i bambini sapere che anche gli adulti hanno dei problemi con cui lottano. Il suo essere un lupo mannaro è una metafora per le reazioni delle persone alle malattie e alle disabilità.»

Si tratta dunque di un invito a non stigmatizzare, a non allontanare. La Rowling ci mostra che anche nella comunità magica esistono pregiudizi, ricordiamo che dopo aver scoperto la sua natura di lupo mannaro, Lupin non è più benvisto come professore anche dai genitori degli allievi. Il personaggio, che personalmente ho apprezzato tantissimo, di Remus Lupin è stato la chiave per affrontare alcuni temi importanti che riguardano il mondo magico la cui immagine è chiaramente uno specchio del mondo reale. Parlando ancora del professor Lupin e dall’incantesimo Riddikulos si aprirà il prossimo post dedicato alle metafore e ai temi principali che troviamo in Harry Potter.

Per quei pochi che ancora non l’avessero fatto, vi invito ad andare sul sito Pottermore, dove, oltre ai tanti contenuti interessanti, potrete divertirvi a scoprire la vostra affiliazione, il vostro patronus e farvi trovare dalla vostra bacchetta magica che sta li ad aspettarvi!

 

 

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