Piccoli lettori crescono, Un libro nello zaino

OLGA DI CARTA Jum fatto di buio

olga jumOlga di carta Jum fatto di buio

Tutti sapevano che Olga amava raccontare bene le sue storie, a tutti piaceva ascoltare le storie quando Olga le racconta ma prima di tutto Olga sapeva ascoltarle, le storie. Sono vere le storie di cui la bambina parla, lei le ha vissute, alcune, molte altre le ha viste ascoltando, con tutti e cinque i sensi accesi e il cuore aperto, chiunque avesse bisogno di essere ascoltato. Olga ascolta e parla poco, quasi per niente, poi rifà il giro e restituisce a ciascuno la propria storia regalando comprensione e speranza.

balicoOlga abita a Balicò, un villaggio incastonato in una valle dove tutti si conoscono e conoscono Olga, la bambina che un po’ li intrattiene e un po’ li fa viaggiare con le sue storie. C’è chi crede siano vere, chi è certo siano inventate e chi sente che, in ogni caso, Olga ha conosciuto ciò di cui parla.

Una gelida mattina di inverno Olga esce a passeggio con il suo cane Valdo, come spesso fanno ultimamente, vanno a salutare gli alberi che i boscaioli hanno risparmiato in quello che prima era il bosco ceduo. Osservando il nuovo paesaggio la piccola riflette

“Adesso che il bosco non c’è più da qui si vedono casa nostra e il campanile di Balicò. […] tu ti immaginavi che fossero così vicini, Valdo? [ … ]è una bella scoperta, no? Se solo non ci fosse questo vuoto. Non mi piace la collina senza alberi, manca qualcosa. E se manca non va bene. [ … ] non ti fa tornare in mente qualcuno, questo vuoto?” Chiese Olga senza fermarsi. Valdo non rispose, ma la ragazzina sapeva che il suo amico aveva capito: nessuno dei due si sarebbe mai dimenticato di Jum, perché quando conosci Jum fatto di buio non lo dimentichi più.

Jum è fatto del buio e del vuoto che può capitare di avere dentro, lui è un avido e ingordo bevitore di lacrime di cui distingue il sapore e la consistenza che cambiano in base al tormento e alla sofferenza che le ha generate.

Da quel mattino Olga scopre che molte persone a Balicò avevano incontrato Jum e che, l’essere viscido, stava ancora bevendo le lacrime di molti. Così, con dolcezza e attenzione, va di casa, in casa a portare consolazione e speranza con le sue storie che, come luci accese hanno il potere di scacciare il buio perché chi le riceve possa finalmente vedere quello spazio non più come un vuoto ma come un nuovo inizio

“voi cosa vedete?” chiese. (il pittore indicando una tela bianca). Bruco e Olga si sporsero da dietro le sue spalle. Bruco fece un paio di smorfie perplesso. “Niente” rispose infine. “Molte possibilità” disse invece Olga.

Purtroppo però, quando si tocca così da vicino l’animo umano, può capitare che qualcuno, sopraffatto dalla paura, per difendersi, non voglia più ascoltare e chiuda orecchie e cuore alla verità. Perché è più facile credere che ci sia in giro un pericoloso, orrendo mostro, piuttosto che accettare che quel mostro ce l’abbiamo dentro e che nostro è il potere di scacciarlo. Gli abitanti di Balicò hanno pagato cara quella paura. Per fortuna Olga non ha smesso di raccontare le sue storie.

Io mi sono innamorata della copertina di questo libro e delle illustrazioni, poi di ognuno dei suoi personaggi che, seppur stravaganti e alle volte inverosimili, hanno rappresentato perfettamente gli aspetti più significativi dei vuoti che ci spaventano e che ci fanno soffrire. Insomma una favola che racconta altre favole. E quando conosci Olga poi è difficile lasciarla andare quindi io vi saluto e scappo a prendere il primo treno per Balicò, vado a chiederle se ha una storia anche per me! E sul treno per passare il tempo porterò Olga di carta, il viaggio straordinario, che in realtà è stato scritto un paio di anni fa ma io ahimè l’ho perso e devo recuperare!

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Elisabetta Gnone  è nata a Genova e vive sulle colline del Monferrato. La sua collaborazione con il settimanale Topolino segna l’inizio di una carriera che lega il suo nome ai maggiori successi editoriali della Walt Disney, per la quale nel 2001 crea la serie di fumetti W.I.T.C.H., destinata ad un successo mondiale. Nel 2004 pubblica il primo libro della fortunatissima saga di Fairy Oak, che conquista il cuore di milioni di giovani lettori nel mondo. Negli ultimi anni Elisabetta si è dedicata alla scrittura del suo nuovo romanzo Olga di carta, nel quale troviamo i paper cut di Linda Toigo, fotografati da Gianluca Camporesi, una storia sull’importanza di raccontare le storie. Un romanzo per i lettori di tutte le età, che affronta il tema della fragilità, della vulnerabilità e dell’imperfezione che ci rende umani.

 APPUNTI/SPUNTI

Empatia, ascolto attivo, queste le doti che permettono ad Olga di raccontare a ciascuno la cosa giusta. Un’altra cosa che mi ha colpito del tempo della storia è l’attesa, quel periodo che passa tra l’ascolto e il racconto, come uno spazio di riflessione, di elaborazione, dove la fretta non può entrare, dove, dopo aver ascoltato, Olga deve allontanarsi, come per riprendere il suo spazio, la giusta distanza tra sé e l’altro. Questo movimento è necessario perché il racconto sia prodotto dell’ascolto empatico. Una modalità utile anche in ogni relazione di aiuto, per mantenere la giusta distanza ed offrire un sostegno adeguato. Non sempre è possibile fare come Olga e ripassare i giorni seguenti, allora il nostro respiro ci aiuterà a ritornare nel qui ed ora e a non perderci nelle storie che ascoltiamo. Portando l’attenzione al respiro per qualche secondo possiamo recuperare il nostro centro e la consapevolezza di noi stessi anche durante un ascolto particolarmente impegnativo.

Olga ha dato una forma e un nome al vuoto buio che stava per sopraffarla. Questo processo l’ha messa faccia a faccia con il suo nemico e le ha permesso di affrontarlo invece che lasciarsi invadere.

Uno spunto di lavoro in gruppo potrebbe essere proprio quello di descrivere, per iscritto o con un disegno come sarebbe la propria paura più grande per esempio, o la più grande sofferenza (per una perdita, un lutto ecc). In questo modo si è già cominciato a raccontare una storia che, volendo può proseguire fino a dove la fantasia ci accompagna.

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2 pensieri riguardo “OLGA DI CARTA Jum fatto di buio”

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