Piccoli lettori crescono, Un libro nello zaino

OLGA DI CARTA il viaggio straordinario.

olga il viaggio libroIl viaggio straordinario è il primo libro in ordine di uscita, io però l’ho letto dopo Olga di carta jum fatto di buio e credo che non sia stata una buona idea. I due romanzi possono essere letti separatamente, sono indipendenti l’uno dall’altro tuttavia, se si desidera leggerli entrambi la scelta migliore sarebbe quella di seguire l’ordine di pubblicazione. Ne il viaggio straordinario infatti il lettore farà la conoscenza di tutti personaggi che ruotano intorno alla giovane Olga Papel, la protagonista, oltre ovviamente a quelli che incontrerà solo in questo primo libro, nel secondo invece, jum fatto di buio, al lettore saranno svelate le storie personali e i sentimenti più profondi degli stessi personaggi. Insomma, se non si seguisse l’ordine, sarebbe come aver fatto la conoscenza di alcune persone e poi rincontrarle facendo finta di non conoscerle.

Sinossi

Olga Papel è una ragazzina esile come un ramoscello e ha una dote speciale: sa raccontare incredibili storie, che dice d’aver vissuto personalmente e in cui può capitare che un tasso sappia parlare, un coniglio faccia il barcaiolo e un orso voglia essere sarto. Vero? Falso? La saggia Tomeo, barbiera del villaggio, sostiene che Olga crei le sue storie intorno ai fantasmi dell’infanzia, intrappolandoli in mondi chiusi perché non facciano più paura. Per questo i racconti di Olga hanno tanto successo: perché sconfiggono mostri che in realtà spaventano tutti, piccoli e grandi. Un giorno, per consolare il suo amico Bruco, dal carattere fragile, Olga decide di raccontargli la storia della bambina di carta che partì dal suo villaggio per andare a chiedere alla maga Ausolia di trasformarla in una bambina normale, di carne e ossa. Il viaggio fu lungo e avventuroso: Olga si imbatté in un venditore di tracce, prese un passaggio da un ragazzo che viveva a bordo di una mongolfiera e da un altro che attraversava il mare a remi. Più volte rischiò la vita, si perse, ma fu trovata da un circo. E quando infine trovò la maga, solo allora la bambina di carta comprese quante cose fosse riuscita a fare.

L’autrice è Elisabetta Gnone  è nata a Genova e vive sulle colline del Monferrato. La sua collaborazione con il settimanale Topolino segna l’inizio di una carriera che lega il suo nome ai maggiori successi editoriali della Walt Disney, per la quale nel 2001 crea la serie di fumetti W.I.T.C.H., destinata ad un successo mondiale. Nel 2004 pubblica il primo libro della fortunatissima saga di Fairy Oak, che conquista il cuore di milioni di giovani lettori nel mondo. Negli ultimi anni Elisabetta si è dedicata alla scrittura del suo nuovo romanzo Olga di carta, nel quale troviamo i paper cut di Linda Toigo, fotografati da Gianluca Camporesi, una storia sull’importanza di raccontare le storie. Un romanzo per i lettori di tutte le età, che affronta il tema della fragilità, della vulnerabilità e dell’imperfezione che ci rende umani.

La vita ha già messo Olga Papel, che ha solo 11 anni, a dura prova. La ragazzina ha perso entrambi i genitori e vive con la nonna. Fin quando ha potuto la mamma ha insegnato alla piccola Olga ad essere indipendente, a non avere paura, a guardare la realtà che la circonda e ad imparare a conoscerla per non temerla. Così Olga conosce il bosco, i suoi rumori, i suoi silenzi, le sue luci e le sue ombre, si avvicina con amore e meraviglia ad ogni essere vivente. È sicuramente una ragazzina coraggiosa che va avanti nonostante tutto e che, con le sue storie dona alla gente di Balicò momenti di riflessione e consolazione, tanto che, anche chi si professa scettico riguardo la veridicità dei suoi racconti, non rinuncia ad ascoltarla perché vere o no quello che conta è il messaggio o i messaggi che ogni storia porta con sé.

Il viaggio straordinario, che ha come protagonista la undicenne Olga (sua omonima o alter ego non importa) fatta di carta, è la descrizione del processo di accettazione di sé che tutti siamo chiamati a fare perché:

“ Chi li ha ricci (i capelli) li vorrebbe lisci, chi li ha lisci li sogna ricci, chi li ha lunghi li vuole corti, chi li ha corti vorrebbe averli lunghi domani, chi è bruno vorrebbero essere biondo, chi è biondo vorrebbe essere rosso … alla fine non siamo mai felici”

Olga-di-carta-mongolfiera

Durante il suo viaggio Olga di carta incontrerà tanti personaggi più o meno bizzarri ma sicuramente diversi da chiunque altro la bambina avesse mai incontrato. Ogni incontro, positivo o negativo che sia, la costringe ad osare oltre quelli che sono, a suo avviso, i suoi limiti, a trovare percorsi alternativi o a rischiare nonostante la paura perché ne vale la pena ed uno dei messaggi che scopriamo leggendo è proprio questo: per arrivare in un punto, per realizzare un sogno o semplicemente per affrontare la vita quotidiana, non esiste un’unica strada, un unico mezzo, ognuno può trovare la via più sicura ed il mezzo più adatto  sé. Così Olga di carta con tenacia affronta boschi, ghiaccio, cieli, mari, terre e forbici e, mentre viaggia, ogni giorno, mette in atto nuove risorse, nuove abilità e, sempre più decisa, va avanti verso il suo obiettivo. Due domande in particolare la accompagneranno fino alla fine del suo viaggio:

“Tu che dote hai?” Le aveva chiesto il Tasso.

Mentre con Melo sulla mongolfiera si svolge uno dei dialoghi più significativi di tutto il libro, Olga dice al ragazzo che vuole chiedere alla maga Ausolina di trasformarla in una bambina normale:

“E quando ritornerò sarò una bambina normale!” disse,

 “normale come?” domandò il giovane

“uguale a tutti gli altri!”

“con la pelle scura come la mia?”

“oh … a questo non avevo pensato. Mia mamma è chiara, perciò credo che sarò chiara come lei”

“quindi sarai diversa da me”

“si ma solo per il colore della pelle, il resto sarà uguale”

“cioè avrai la testa piena di riccioli neri?”

“neanche a questo ho pensato”

“sarai più grassa o più magra di me? Avrai brufoli e nei? E dove?”

“ che domande fai? Non lo so!”

“non capisco” disse Melo “ vuoi essere uguale agli altri ma non sai come vuoi essere”.

Sono domande interessanti, alle quali non è così scontato dare una risposta veramente consapevole. Olga di Carta è dovuta arrivare fin dalla maga Ausolina per trovare le sue risposte!

olga citazioneAltro tema importante è quello della comunità, della rete sociale che ci si costruisce intorno, Olga di Carta la trova nella compagnia del Miomagnifico Spettacolo, o più precisamente, Olga viene trovata dalla compagnia:

 

 

 

 

olga circo

con loro la bambina scoprirà il valore della collaborazione, del sostegno reciproco, della complementarità che può esistere tra esseri totalmente diversi, l’affetto incondizionato e che le apparenze, a volte, possono ingannare se un gigantesco orso dagli artigli aguzzi desidera solo diventare un sarto. Olga trova nel circo uno spazio suo, svolge mansioni che nessun altro aveva pensato di fare e le svolge anche molto bene.

Quando finalmente dopo non sa più quanto nè come,  riesce ad incontrare la maga Ausolina, per lei le prove non sono finite …

Mentre Olga Papel racconta la storia di Olga di carta, le vite delle due bambine e degli abitanti di Balicò, tra una interruzione e l’altra, si sfiorano, si avvicinano e si allontanano, qualcuno si riconosce in questa o in quella situazione, qualcun altro ammira il coraggio della bambina di carta ed altri ancora vorrebbero incontrare anche loro Ausolina …

Non voglio svelare l’epilogo perché merita veramente di essere letto. Voglio però lasciare un paio di citazioni che possano stimolare nuove e personali riflessioni:

“E così hai scoperto d’essere unica al mondo…” Lei si era sempre sentita diversa, strana, sbagliata, inadatta, brutta. Mai unica al mondo! Unica al mondo le piaceva.

A volte può bastare semplicemente rielaborare positivamente un concetto per guardare da una diversa prospettiva!

“Sa cos’ho scoperto, signora maga, durante questo viaggio? Che non sono fatta solo di carta…”

No, Olga non è fatta solo di carta e come noi non siamo fatti solo di carne e ossa. Siamo l’insieme dei nostri limiti, delle nostre doti, delle esperienze e delle emozioni, degli incontri, delle gioie e delle delusioni, delle paure e dei fallimenti, di ogni caduta e di ogni vittoria, di tutte le scelte fatte e non.

“Siamo tutti diversi in questo mondo” disse Melo. Poi precisò “Da vicino, perchè da lontano, invece, siamo tutti uguali.”

 

 

 

 

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