Un libro nello zaino

BAMBINI NEL BOSCO

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Bambini nel bosco

C’è un campo, la Base, circondato da telecamere dove crescono i bambini senza ricordi o memoria. I bambini si dividono principalmente in due categorie: gli Avanzi e i Dischiusi. Gli avanzi sono bambini che per un po’ hanno vissuto una vita normale ed hanno conosciuto i loro genitori, i Dischiusi invece non hanno mai conosciuto i genitori e sono sempre stati soli. la Base divide i bambini in gruppi, detti Grumi, ad ogni Grumo è assegnato un Guscio, una sorta di accampamento. Nessuno si prende cura di loro, vivono abbandonati a loro stessi, malnutriti, sporchi e spesso malati. L’unico contatto che hanno con degli adulti avviene all’ora della “medicina” che gli cancella i ricordi e li trascina in un sonno chimico e pesante. La storia narra le vicende che riguardano un gruppo di otto bambini che fanno parte del Grumo numero 13 composto da Hana, capo del Guscio, Dudu, Glor, Cranach, Orla, Ninne e infine ZeroSette, l’ultimo arrivato. C’è anche Tom, ma lui appare diverso, taciturno e solitario sarà proprio lui a diventare la guida dei bambini dopo aver ritrovato per caso un libro di fiabe. Tom leggerà agli altri le storie del libro. Proprio la lettura sarà il punto di partenza che riuscirà a modificare definitivamente le loro vite e il loro destino. La lettura infatti  suscita emozioni e curiosità, fa riaffiorare i ricordi di parole e significati di una vita passata a chi l’ha avuta e da, a chi non l’ha avuta, di apprendere e conoscere. Le letture segrete vanno avanti fino al giorno in cui i ragazzi del Grumo 13 decidono di andare via, di scappare attraverso il bosco. La loro fuga è seguita da Jonas, addetto al sistema di controllo del campo attraverso strumenti tecnologici di sua invenzione.

BEATRICE MASINI

Beatrice Masini è nata a Milano, dove vive e lavora. Giornalista, traduttrice (tra i suoi lavori i libri della saga di Harry Potter), editor, scrive storie e romanzi per bambini e ragazzi. I suoi libri sono stati tradotti in quindici Paesi. Ha vinto nel 1999 il Premio Castello di Sanguinetto con il romanzo La casa delle bambole non si tocca (Salani), e nel 2004 il Premio Pippi con Signore e signorine – Corale greca (Einaudi Ragazzi), il Premio Elsa Morante con La spada e il cuore – Donne della Bibbia(Edizioni EL) e il Premio Andersen come miglior autrice.

 APPUNTI/SPUNTI

Libro davvero sorprendente. Al lettore non viene svelato da subito luogo e tempo degli eventi né, tantomeno, i fatti che hanno condotto a quella situazione, e, a dire il vero, non c’è mai un momento chiarificatore ma tanti indizi svelati nelle descrizioni e nei dialoghi. solo alla fine si ha un quadro d’insieme un po’ più chiaro. Questo elemento, suscitando curiosità e stimolando la fantasia, sollecita la lettura che scorre veloce. Credo anche che questa caratteristica abbia permesso di focalizzare l’attenzione sui bambini protagonisti piuttosto che sulla situazione contingente che ha importanza solo per il fatto di aver generato il contesto in cui la storia si svolge.

Il linguaggio è semplice e la lettura scorrevole e mai banale, adatta a ragazzi dai 12 o 13 anni e fortemente consigliata agli adulti.

La situazione iniziale descrive i bambini nella sconcertante quotidianità del campo, abbrutiti dall’abbandono, aggressivi e impauriti, soli nel mucchio. Le risse sono all’ordine del giorno, il più forte, il più prepotente prevarica il debole, il più fragile.

In questa estrema condizione di abbandono fisico e affettivo, i bambini regrediscono, non sanno interagire, non sanno parlare perchè non conoscono le parole se non quelle che resistono in chi le aveva nell’altra vita e sono dominate prevalentemente dalla rabbia e dalla paura.

Quando Tom trova un libro di fiabe lo riconosce come un coccio, così i bambini Avanzi chiamano i ricordi, che arrivano appuntiti e taglienti all’improvviso e fanno male perchè non sempre li puoi afferrare, e sono rotti e la parte che manca fa più male del pezzo che è arrivato. Istintivamente lo nasconde agli altri, se lo tiene gelosamente tutto per sé ma viene scoperto e inaspettatamente il libro cambia le loro vite. Le storie raccontate ogni giorno, ascoltate tutti insieme, portano nella vita dei bambini esperienze e parole, domande e fantasie, sorrisi e desiderio di vita e di libertà. Esattamente tutto quello che i libri portano a chi ha ancora la pazienza di ascoltarli, di sfogliarli. Una storia al giorno, questo dovrebbe essere un impegno e un piacere da dedicare ai nostri bambini, a scuola e in famiglia, raccontare loro storie, fiabe, favole significa regalargli parole nuove per esprimersi meglio, esperienze diverse da cui attingere, immaginazione per creare idee e la convinzione che i desideri si avverano, se ci si impegna! Una storia al giorno!

L’altro tema forte del libro secondo me riguarda l’imprescindibile dovere degli adulti di tutelare l’infanzia come momento specifico fondamentale nello sviluppo dell’essere umano, è dunque un impegno che va considerato globalmente, che non riguarda solo la propria famiglia ma da essa parte. Educare in modo che i bambini siano autonomi significa farli sentire capaci di fare da soli dando loro la certezza di avere un sostegno forte accanto. Sostenere la loro indipendenza significa accompagnarli nelle esperienze della vita lasciandoli scegliere e sbagliare, restando al loro fianco. Ma agli adulti spetta anche il compito, spesso difficile, di dire quei NO contro i quali i bambini andranno a sbattere facendosi anche male ma che saranno parte di quei confini che li salveranno e li faranno adulti autonomi e indipendenti.

Sarebbe interessante organizzare per bambini e ragazzi esperienze di gruppo, senza la guida diretta di un adulto (che supervisionerà solamente senza interagire). Chissà quante riflessioni ne nascerebbero…

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2 pensieri riguardo “BAMBINI NEL BOSCO”

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