Un libro nello zaino

Il Ciclo Malaussène

Ieri, sfogliando dopo tanto tempo Il Signor Malaussène, mi è presa un po’ di nostalgia. Ho passato molte ore piacevoli in compagnia della sua Famiglia, così oggi ho ripreso in mano tutti i volumi del ciclo, consacrando un’ora intera alla malinconica memoria dei tempi in cui potevo scegliere di passare tutto un weekend leggendo.

Il Ciclo Malaussène

Si tratta di una serie di 6 romanzi nati dalla meravigliosa penna di Daniel Pennac a partire dal 1985. Le storie sono ambientate a Parigi, in particolare nel quartiere Belleville dove vive la famiglia protagonista del ciclo: i Malaussène.

I Malaussène sono una tribù di 7 fratelli, 3 maschi e 4 femmine e Julius, il cane epilettico. Non c’è un padre perché ognuno di loro ne ha uno diverso. Una mamma invece la incontriamo ma di sfuggita e quasi sempre incinta. Lei torna per partorire e poi fuggire di nuovo, rapita dalla passione per un (sempre) nuovo amore.  Benjamin, il maggiore dei fratelli, in qualche modo, si prende cura dei più piccoli. Benjamin Malaussèn di professione fa il capro espiatorio. «Pianga, Malaussène, pianga in modo convincente. Sia un buon capro», o qualcosa di simile, si sente ripetere dai suoi datori di lavoro prima di ogni nuovo incarico. Un uomo buono che finisce sempre per sembrare responsabile di qualche misfatto. E per ironia la sua vocazione lavorativa è proprio accollarsi colpe non sue, portando il cliente insoddisfatto all’esasperazione della pietà fino a fargli dimenticare il motivo della sua protesta.

Louna maggiore delle sorelle, ha circa 19 anni e lavora come infermiera. Ha una storia d’amore con il dottor Laurent. Nel primo libro è incinta di due gemelle. Clara, la sorella preferita di Benjamin. Appassionata di fotografia,  ha circa 17 anni. Thérèse, 16 anni. La mia preferita in assoluto! È una ragazza molto magra e con un carattere particolare, più volte dimostra di avere capacità sensitive. La sua, a mio parere, è l’evoluzione più complessa e profonda. Un personaggio meraviglioso. Poi c’è Jérémy, di circa 11 anni. Con un eufemismo potremmo definirlo un ragazzino piuttosto vivace. È lui a scegliere i nomi dei fratelli nati dopo e dei nipoti. Infine Il Piccolo (è proprio questo il suo nome) che ha circa 6 anni e l’ultima arrivata Verdun nata nel secondo romanzo. Della famiglia entra a far parte dal primo capitolo della serie la coraggiosa e bellissima freelancer Julie Corrençon. Grande amore di Benjamin.

Riguardo a Belleville, ho trovato un articolo interessante che lo descrive seguendo i percorsi tracciati da Pennac nel ciclo Malaussène, lo trovate QUI.

Per godere appieno della storia di questa grottesca e simpatica famiglia io direi che i libri devono essere letti in fila dal primo all’ultimo. Li riporto di seguito in ordine con la trama:

il pradiso degli orchiil paradiso degli orchi.

“Un eroe, Malaussène, che come lavoro fa il “capro espiatorio”. Una famiglia disneyana, senza mamme e babbi, con fratellini geniali, sorelle sensitive, una “zia” maschio protettrice di vecchietti, ladri e travestiti brasiliani, una “zia” femmina super-sexy, ritratto irresistibile del giornalismo alla “Actuel”, una misteriosa guardia notturna serba, un cane epilettico. Questa esilarante banda di personaggi indaga su una serie di oscuri attentati, sull’orrore nascosto nel Tempio del benessere, un Grande Magazzino dove scoppiano bombe tra i giocattoli e un Babbo Natale assassino aspetta la prossima vittima. Un’altalena tra divertimento e suspence, tra una Parigi da Misteri di Sue e una Parigi post-moderna dove proliferano i piccoli e grandi “orchi” che qualcuno crede estinti. Degli orchi si può ridere o si può tremare. Uno scrittore d’invenzione, un talento fuori delle scuole come Pennac, non ha certo paura di affrontarli con l’arma che lui stesso così definisce nel libro: ‘l’umorismo, irriducibile espressione dell’etica’.” Stefano Benni

la fata carabinafata carabina

Una vecchietta tremolante impugna improvvisamente una P38 e fa secco un giovane commissario di polizia che le si era avvicinato per aiutarla ad attraversare la strada. È proprio intorno ai vecchietti, vittime e assassini, che gira questo romanzo di Pennac. Cosa sta succedendo nel mercato della droga parigino? Come mai gli anziani abitanti del quartiere Belleville sono diventati tossicodipendenti? E perché vengono anche uccisi con sistemi brutali? A queste domande rispondera Benjamin, il protagonista, ritenuto, come al solito, in un primo momento il principale indiziato.

La Prosivendolala prosivendola

Per rilanciare le vendite del suo autore di maggior successo, del quale non si devono conoscere né il nome né il viso, la regina Zabo, tirannica regina e geniale “prosivendola” della casa editrice Taglione, decide di reclutare un sostituto che incarni pubblicamente il misterioso J. L. B. L’operazione riesce, ma il sostituto rimane vittima di un attentato durante uno show delirante. Bloccato in ospedale in stato di coma, Benjamin viene ciò nonostante informato degli sviluppi del caso dalla sua tribù, resa tranquilla sulla sua salute dall’affermazione della sorellina astrologa secondo cui Ben vivrà fino a 93 anni.

signor malausseneIl Signor Malaussène

Una folta squadra di personaggi, gran parte dei quali già noti ai lettori di Pennac, tra cui sono equamente distribuiti buoni e malvagi, uno sfondo storico e sociale contemporaneo tratteggiato in tutta la sua complessità, un complicato intreccio poliziesco in grado di mantenere vive l’attenzione e la tensione del lettore. In una Belleville assediata dagli ufficiali giudiziari, la tribù Malaussène oppone una strenua resistenza. Al centro dell’azione il cinema Zebra, dove sta per essere proiettato, una sola volta e poi distrutto, il Film Unico di un vecchio e celebre produttore cinematografico e la scomparsa di alcune prostitute meravigliosamente tatuate.

la paadione scondo thLa passione secondo Therese

Thérèse, la profetessa di casa Malaussène, si è innamorata niente meno che di un rampollo dell’aristocrazia. Sulle prime Benjamin si rifiuta di conoscerlo ma, messo alle strette dalla tribù, accetta di invitarlo a cena. Il promesso sposo si presenta come un grande benefattore che, con l’aiuto dell’arte divinatoria della fidanzata, dedica parte del suo tempo e delle sue risorse a soccorrere i più deboli. Nonostante le perplessità del fratello maggiore, Thérèse decide di sposarlo ma, dopo il primo giorno di matrimonio, Thérèse torna, mogia e laconica, a casa. I timori di Benjamin erano fondati: lo sposo, nello scoprire che persa la verginità la moglie aveva perso anche il potere della preveggenza, non è riuscito a celare la propria delusione…

ultime notizie dalla famigliaUltime notizie dalla famiglia

In realtà questo è uscito cronologicamente prima del La passione secondo Therese ma non segue la linea dei precedenti. Il volume consta di due “pezzi” diversi: un monologo teatrale e un racconto. Il primo è intitolato “Monologo sulla paternità” ed è una sorta di divertito montaggio di frasi scucite dai quattro romanzi che hanno reso celebre la famiglia Malaussène. Il secondo “Ultime notizie dalla famiglia”, è invece una piccola avventura vissuta tra le mura di casa Malaussène.

 

il caso malausseneIl caso Malaussène. Mi hanno mentito. Uscito lo scorso anno e ahimè ancora non l’ho letto.

«La mia sorellina minore Verdun è nata che già urlava ne “La fata carabina”, mio nipote È Un Angelo è nato orfano ne “La prosivendola”, mio figlio Signor Malaussène è nato da due madri nel romanzo che porta il suo nome e mia nipote Maracuja è nata da due padri ne “La passione secondo Thérèse”. E ora li ritroviamo adulti in un mondo che più esplosivo non si può, dove si mitraglia a tutto andare, dove qualcuno rapisce l’uomo d’affari Georges Lapietà, dove Polizia e Giustizia procedono mano nella mano senza perdere un’occasione per farsi lo sgambetto, dove la Regina Zabo, editrice accorta, regna sul suo gregge di scrittori fissati con la verità vera proprio quando tutti mentono a tutti. Tutti tranne me, ovviamente. Io, tanto per cambiare, mi becco le solite mazzate» Benjamin Malaussène.

Daniel Pennac

Nato a Casablanca nel 1944, già insegnante di lettere in un liceo parigino, dopo un’infanzia vissuta in giro per il mondo, tra l’Africa, l’Europa e l’Asia, si è definitivamente stabilito a Parigi. Quando comincia a scrivere scopre una particolare propensione per storie comiche, surreali ma ben radicate nelle contraddizioni del nostro tempo. Ha raggiunto il successo dopo i quarant’anni con la serie di Belleville, i romanzi editi in Italia da Feltrinelli tra il 1991 e il 1995 (Il paradiso degli orchiLa fata carabinaLa prosivendolaSignor Malaussène e La passione secondo Thérèse, oltre a Ultime notizie dalla famiglia), incentrati sul personaggio di Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio, e relativa famiglia. Recentemente, è uscito l’ultimo libro della serie: Il caso MalaussèneMi hanno mentito (2017). Sempre per Feltrinelli sono usciti: il saggio sulla lettura Come un romanzo (1993), il romanzo Signori bambini (1998), la storia a fumetti Gli esuberati (2000, con disegni di Jacques Tardi), il romanzo Ecco la storia (2003), il monologo Grazie (2004), la rielaborazione L’avventura teatrale. Le mie italiane (2007), il racconto La lunga notte del dottor Galvan (2005), i romanzi Diario di scuola (2008; Audiolibri “Emons-Feltrinelli”, 2011) e Storia di un corpo (2012; nuova edizione accresciuta, con illustrazioni di Manu Larcenet: 2014), nella collana Feltrinelli “Kids”, Ernest e Celestine (2013) e, nella collana “Feltrinelli Comics”, Un amore esemplare (2018; con Florence Cestac). Altri suoi racconti sono comparsi nella collana digitale Zoom. Pennac ha vinto il Premio internazionale Grinzane Cavour “Una vita per la letteratura” nel 2002, il Premio Chiara alla carriera 2015 ed è stato insignito nel 2005 della Legion d’onore per le arti e la letteratura. Feltrinelli ha inoltre pubblicato L’amico scrittore (2015), una conversazione di Daniel Pennac con Fabio Gambaro.

 

[L’immagine nel titolo viene da luoghilaghi.]

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