Approfondimenti

“AIUTIAMOLI A FARE DA SOLI”, M. Montessori

Maria Montessori

Prosegue senza sosta la nostra campagna “adotta un cartone”. Questa volta lo scopo ha preceduto l’incontro con il mezzo: volevo realizzare un progetto specifico e sono andata alla ricerca di un cartone adatto. L’idea era quella di realizzare una montessoriana Tavola delle Allacciature.

allacciature

Originariamente nati come telai singoli per favorire nel bambino lo sviluppo dell’autonomia, in questo caso nel vestirsi, io ho scelto di metterle tutte (o quasi) su di un’unica tavola, ma sinceramente mi sono subito resa conto che, la grandezza della img_0790tavola la rende poco maneggevole, aumentando il coefficiente di difficoltà dell’attività e, in maniera direttamente proporzionale, diminuisce il divertimento. Morale: è già stata accantonata! Tuttapposto! Come dicevo nell’altro post La seconda vita di un cartone, tutti abbiamo diritto ad una seconda, ma anche ad una terza possibilità, e finchè al mondo ci saranno forbici e colla a caldo tutto può essere aggiustato e anche resuscitato! A breve quindi il restyling del restyling.

Nel frattempo ecco qua il progetto pilota

img_0781.jpg

E vabbè, c’è da lavorarci mi rendo conto.

Ma spostiamo per un attimo il focus sull’obiettivo che è quello di sostenere il bambino che cerca, ed ha diritto, di sperimentare e di raggiungere, gradualmente, la sua indipendenza. Un bambino che è stato sostenuto in questo processo saprà costruire il proprio spazio, in famiglia e nel mondo, avrà imparato che sbagliare è un diritto e una opportunità per crescere perchè  avrà sperimentato che si PUO‘ chiedere e ricevere aiuto. Aiutiamoli a fare da soli”, dice la Montessori. Aiutiamoli rispettando i loro tempi e senza giudizi. Molto spesso dove noi adulti vediamo un disastro, per esempio “ma che hai combinato? ti sei infilato tutto a rovescio!”, il bambino vede un traguardo “ci sono riuscito! mi sono vestito da solo!”.

Per chi avesse piacere di approfondire l’argomento qui di seguito vi propongo un articolo dalla rivista UPPA, un pediatra per amico, rivista indipendente creata e pubblicata da un gruppo multidisciplinare di professionisti .


Insegniamo ai bambini a vestirsi da soli. Come organizzare gli indumenti e gli spazi della casa per favorire l’autonomia del bambino sin dai primi anni di vita

di  Annalisa Perino, formatrice montessoriana, Biella.
Alla nascita il bambino viene vestito, cambiato, lavato da mamma e papà. Non può essere altrimenti, il bambino non può collaborare. Almeno fino al primo anno di età, quando il bambino invece inizia a mostrare interesse per queste attività e invia segnali di partecipazione: allunga le mani, prende i vestiti, vuole toccare l’acqua.È in questo periodo che l’azione dell’adulto deve iniziare a diminuire, gradualmente, dando sempre maggior spazio al bambino.
«Perchè egli cresca è importante che io diminuisca», scriveva Maria MontessoriCome avviene la sintonia? L’adulto fa gesti calmi, ampi e chiari e permette così al bambino di inserirsi nelle procedure di cura di sé. Attendere i gesti del bambino prima di agire dà modo al piccolo di iniziare a partecipare attivamente. Man mano che il bambino cresce, aumentano le sue competenze manuali e di coordinamento e sempre meno sarà necessario l’aiuto di mamma e papà. Il ritmo di tale sviluppo non è predefinito, ma personale. Ciascun bambino ha tempi propri che devono essere rispettati. Il desiderio di fare da soli deve essere naturale, trovare accoglienza, non essere forzato né ostacolato. Seguendo questo processo, il bambino si occuperà in autonomia della propria vestizione e igiene personale, trovando l’aiuto dell’adulto dove necessario. L’aiuto comunque non va negato, anzi, anche se richiede fatica, pazienza e tempo, va concessa la possibilità di esercitarsi, di rendersi abili e autonomi.

Tutto ciò che il bambino può fare da sé non deve essere fatto dall’adulto, tranne se il piccolo non lo desideri, per affetto, stanchezza, disinteresse.

Dove e come possiamo favorire l’autonomia, in pratica

I bambini imparano molto prima a svestirsi che a vestirsi. C’è un periodo della vita, intorno ai 18/24 mesi, in cui il bambino sa spogliarsi in autonomia ed è interessato a farlo. Diamogli il tempo di togliersi gli abiti in autonomia prima di intervenire ad aiutarlo nella vestizione.
In questa fase l’adulto compie gesti lenti e precisi permettendo al bambino di partecipare quando desidera:

  • porgiamo il pantalone da infilare e attendiamo che il bimbo sollevi la gamba, invitandolo a farlo e non prendendo il suo arto
  • apriamo la scarpa o la ciabatta aspettando che lui infili il piede
  • mostriamo sempre le procedure su di noi: il lavaggio delle mani, infilare e sfilare gli abiti e le scarpe, il lavaggio dei denti e così via

Scelta di bavaglini e indumenti

Preferiamo sempre bavaglini che si infilino e non da allacciare, per permettere al bambino di rendersi autonomo in meno tempo.
Così pure gli indumenti: scarpe e abiti con chiusure a velcro, pantaloni e maglie morbide senza allacciature complesse sono fondamentali nei primi anni di vita per rendere meno determinante l’intervento dell’adulto.

Costruiamo un ambiente a misura di bambino, con appendiabiti all’ingresso per giacche, cappelli, scarpe.

Il genitore e l’educatore devono porsi periodicamente la domanda: «Come posso fare di meno perché il bambino possa fare di più?» e così mettere in campo strategie che agiscano in tale direzione: modificare l’ambiente o la relazione, senza dimenticare che i tempi non li detta l’adulto ma il bambino. Quando sarà pronto per fare un passo sul cammino dell’autonomia cercherà di comunicarlo e noi dovremo essere pronti ad accoglierlo ed accompagnarlo.

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