Un libro nello zaino

Fidanzati dell’inverno. L’Attraversaspecchi – 1

Fidanzati dell'inverno. L'Attraversaspecchi - 1 di [Dabos, Christelle]Fidanzati dell’inverno

Primo libro della serie L’Attraversaspecchi. Trilogia che ha già riscosso successo in Francia dve il primo volume è stato pubblicato nel 2013 dalla giovane autrice Christelle Dabos, paragonata dalla stampa francese alle saghe di J.K. Rowling e Philip Pullman.  La saga prosegue con il secondo capitolo, Scomparsi di Chiardiluna, si conclude con La memoria di Babele, entrambi al momento inediti in Italia.

 Christelle Dabos (Costa Azzurra-1980) è cresciuta a Cannes in una famiglia di musicisti e artisti. Scrive le prime storie all’università. Durante un periodo di convalescenza si unisce al Silver Plume, una comunità di scrittori su internet che la incoraggia a partecipare a un concorso organizzato da Gallimard Jeunesse. Dal 2005 vive e lavora in Belgio. Nel 2013 ha vinto il Prix du Premier Roman Jeunesse Gallimard-RTL-Télérama per Fidanzati dell’inverno. Nel 2016 i primi due libri della saga sono stati premiati con il Grand Prix de l’Imaginaire.

Fidanzati dell’inverno

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Il mondo in cui Christelle Dabos ci accompagna è fatto letteralmente di pezzi. 21 pezzi, detti arche, sulle quali vivono, separati dagli altri, i discendenti dei sopravvissuti alla separazione. Ogni popolo custodisce gelosamente la propria memoria, ma il bisogno di preservarla ad ogni costo, a volte, finisce per alimentare diffidenza e paura verso altri popoli che, a loro volta, restano arroccati nella loro Arca.

La protagonista, di nome Ofelia, vive su Anima, Arca che accoglie la stirpe degli animisti

Le vecchie dimore hanno un’anima, si sente spesso dire. Su Anima, l’arca in cui gli oggetti prendono vita, le vecchie dimore avevano più che altro la tendenza a sviluppare un carattere orribile.

Ofelia è una ragazza  timida, goffa (a causa di un incidente di specchi!) e anche molto miope. Vive con la sua numerosa famiglia e lavora al museo, sua unica e grande passione. Il suo confidente e consigliere è l’anziano prozio, responsabile dell’archivio di Anima. Ofelia ha due doni speciali: può leggere il passato degli oggetti e passare attraverso gli specchi. La sua vita viene stravolta quando, dopo alcuni rifiuti passati, si trova costretta ad accettare di sposare un giovane che vive su un’altra arca. Stavolta il matrimonio non può in alcun modo essere rifiutato perchè a combinarlo e a imporlo alla famiglia di Ofelia, sono state le Decane. Quando a prenderla arriva Thorn, il promesso sposo della famiglia dei Draghi abitanti dell’arca Polo, Ofelia capisce che sarà molto più difficile di quanto avesse immaginato. Thorn è un giovane burbero e misterioso, non da modo a Ofelia di conoscerlo nè si mostra interessato a lei. Ofelia si ritroverà così in una terra sconosciuta e inospitale, dove vivono famiglie in eterna lotta tra loro, dove lo sfarzo e l’apparenza sono le uniche cose che contano ma ovunque tutto è solo un’illusione, niente è realmente quello che sembra. Anche la vita della giovane animista da quel momento sarà in pericolo. Ofelia dovrà imparare a cavarsela da sola in un mondo dominato dalle illusioni senza mai potersi fidare di nessuno.

Attraversare gli specchi significa affrontare se stessi

All’inizio il racconto può sembrare un pò lento. Nella prima metà del libro, tranne il trasferimento di Ofelia al Polo, non accadono, apparentemente, fatti rilevanti. Eppure, quando il ritmo cresce, ci si accorge che per tutto il tempo il lettore è stato al passo con Ofelia. Da subito l’andamento che si prende rispecchia quello della protagonista e questo facilita in maniera incredibile l’immedesimazione quasi senza accorgersene. L’intreccio dei legami familiari è realizzato con incredibile abilità, niente è mai banale e quando si pensa di aver delineato chiaramente uno dei personaggi, tutto viene rimesso in discussione. La relazione tra Ofelia e Thorn è in continuo mutamento e i due sembrano non incontrarsi mai, quando Ofelia sembra iniziare a guardare il fidanzato con fiducia ecco che qualche avvenimento la costringe a tornare sui suoi passi.

I primi mesi che Ofelia passerà al Polo la vedranno tirare fuori un coraggio che non credeva di avere, risorse fino a quel momento latenti ma soprattutto, dopo aver lottato contro tutti e contro se stessa, dopo ave dubitato e quasi rinunciato a sè, riuscirà a ritrovarsi e a incontrare l’unica persona di cui fidarsi ciecamente: se stessa.

Vorrei scrivere ancora tantissime cose ma potrei rovinarvi la lettura quindi mi fermo dicendo semplicemente: LEGGETELO!

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