I piccoli racconti di L.P.

CHERRY BLOOM: LA MORTE, LA VITA E LA VITA DA MORTA. Prima parte

Dalla cartella word Racconti incompiuti. Febbraio 2010.

CHERRY BLOOM: LA MORTE, LA VITA E LA VITA DA MORTA


È notte. Profondamente notte. Il respiro cupo del vento si infiltra nelle fessure delle finestre di legno. Finestroni antichi, profumati di sandalo. Tutto è antico nella casa. È buio. Nel riverbero di una pallida penombra appaiono vecchie chincaglierie polverose. Oggetti inanimati, un tempo spettatori della vita che è trascorsa in questa casa. Io vago solitaria per le stanze. Guardo dalla finestra le stagioni che passano sulle strade, sulle case e sulle persone mentre io sola galleggio in un tempo che non finisce mai. Sono morta. Cinque anni sono passati dal giorno fatale che mi separò dalla vita terrena. Mi chiamo Cherry Bloom. Sono morta alla tenera età di ottanta anni, dieci mesi e diciassette fantasma-2giorni ma la morte, per chissà quale motivo, mi ha restituito il volto dei 30 anni. Non conosco la causa del mio decesso. Un lampo mi accecò. tutto intorno solo bianco. Né cielo, né terra. Né pavimento né soffitto. Nulla. Un senso di vertigine e sprofondai nel buio. Fu tutto tremendamente veloce. Quando riaprii gli occhi il mondo aveva ripreso le sue forme. Ero nel salotto. Seduta sulla mia poltrona. Rimasi immobile. Terrorizzata. Temevo che qualsiasi gesto avrebbe confermato ciò che immaginavo. Restavo lì, pietrificata. Chiudevo e riaprivo rapidamente gli occhi. Cercavo un segno che dicesse che si era trattato solo di un brutto sogno. Non ci furono né conferme, né smentite. E poi, su, diciamocelo, a parte la luce bianca e tutta l’atmosfera surreale, quando uno è morto, è morto e lo sa perfettamente. Mi scossi. Mi guardai…beh ero piuttosto…pallida, o meglio direi più precisamente: trasparente. In vita ero stata un tipa esuberante (se vogliamo usare un eufemismo), da morta non mi sono smentita. Fui assalita da una strana eccitazione. Mi ritrovai a fare i conti con la mia nuova condizione di fantasma. In fin dei conti, se proprio dovevo morire, questa via di mezzo non mi dispiaceva affatto. La prima cosa che mi venne in mente fu l’immagine di me che andavo a spaventare tutti quelli che mi avevano reso la vita difficile. Sghignazzai perfidamente. Ero ancora lì seduta. Presi coraggio e mi sollevai lentamente dalla poltrona reggendomi ai braccioli. Poggiai i piedi sul pavimento. Spinsi con tutto il peso finché non mi sembrò che fossero ben radicati a terra. Li sentivo. Fu allora la volta delle gambe. Che strano, pensai, le sentivo piacevolmente leggere malgrado da anni soffrissi di problemi circolatori che mi davano irritanti pruriti ed un insopportabile gonfiore. Avevo scoperto i primi vantaggi di essere un fantasma. Sollevai infine la schiena. Mi stiracchiai come dopo un lungo letargo. Sorrisi. Nessun osso scricchiolò. Ovvio: niente corpo niente ossa, nessuna circolazione ecc. ecc. ecc.. Eppure potevo sentire il pavimento. Mossi un passo dietro l’altro guardandomi i piedi. Potevo camminare. Mi avvicinai alla scrivania. Avevo sentito dire che per afferrare gli oggetti i fantasmi si dovevano concentrare sull’azione. Chiusi gli occhi e li strizzai, pensando intensamente alla penna. Allungai la mano e la presi. Ero orgogliosa di me stessa. Me la stavo cavando davvero bene. I primi tempi furono entusiasmanti, non facevo altro che attraversare pareti e soffitti, comparire e scomparire e fare lunghissime piroette in aria. Presto però iniziai a sentire il peso delle lunghe giornate da sola in casa. In pochi giorni avevo già riletto gran parte dei libri che occupavano la mia amata libreria, avevo sfogliato album di fotografie chiedendomi dove fossero finite tutte le altre persone che mi avevano preceduto nel grande passo verso questa nuova dimensione, avevo anche riflettuto molto sulla mia vita e sulla mia nuova vita da morta. Arrivata a un certo punto non ne potevo più. Dovevo trovare qualcosa da fare. Una attività. Un lavoro.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...