Bimbi con i Libri, Piccoli lettori crescono

Il mostruoso mostro Mostrobaldo

Dopo tanto tempo ritorna un post strutturato come agli inizi, con una proposta di lettura seguita dai miei APPUNTI/SPUNTI per realizzare attività e/o laboratori con bambini e ragazzi sulla base dei temi trattati dal libro. Il blog si trasforma ogni giorno, all’inizio l’avevo pensato così –informazioni- oggi è sicuramente anche altro perchè accoglie tutte le image_548763165495433 che chiedono la parola!

IL MOSTRUOSO MOSTRO MOSTROBALDO

C’è una grande agitazione tra i mostri: a Mostronia è successa una disgrazia! Alla famiglia Mostrù è nato un bebè con gli occhi azzurri, la voce delicata, la pelle liscia e profumata … Insomma, un vero orrore!

L’autrice è Manuela Monari, nata a Modena nel 1964, e lì tuttora vive e lavora. Ha insegnato nelle Scuole dell’Infanzia approfondendo in modo più specifico l’ambito connesso alle sperimentazioni linguistiche, come l’approccio al codice scritto in età pre-scolare, la promozione della lettura, la costruzione di testi narrativi e poetici e la costruzione di libri. Ora è insegnante nelle scuole primarie. Nel 2002 ha ideato e fondato La Bottega di Merlino, libreria specializzata per ragazzi e spazio di promozione della creatività e della fantasia. Il progetto infatti prevede l’organizzazione stabile nella propria sede e presso enti esterni di laboratori creativi su tutti i linguaggi ha scritto numerose poesie ed anche storie e fiabe per ragazzi.

APPUNTI/SPUNTI

Questo piccolo libricino fa parte della collana ALBERINI  di GIUNTI Kids,  Sono in carta 100% riciclata e all’interno c’è un segnalibro con la figura e la descrizione di un albero, in questo volume ho trovato la quercia. La principessa e la cacca di mammut fa parte della stessa collana. Questa originale caratteristica può essere la premessa per un primo lavoro su come si ottiene la carta riciclata e quindi sull’importanza della raccolta differenziata.

L’idea che sta alla base della storia è molto interessante, originale e divertente. La descrizione di una realtà che è al rovescio rispetto ai nostri canoni di normalità mette l’accento su quanto determinante sia un punto di vista dal quale si guarda al mondo, ma anche agli altri e noi stessi. Questa è secondo me la parte che si può utilizzare per creare una attività nella quale il gruppo gioca a guardarsi da diverse angolazioni, sfruttando fisicamente lo spazio: mettendosi a testa in giù, di traverso, con un occhio chiuso, con delle lenti colorate, camminando e poi correndo, da fermi e saltando e così via, cambiando per 15 minuti tanti punti di vista ma restando almeno 3 minuti nello stesso ad osservare e registrare le proprie sensazioni nel guardare e nell’essere guardati.

La seconda parte della storia devo dire che mi ha delusa. Il bambino crescendo scopre di amare i fiori e il sole e di avere paura del buio e alla fine non solo riesce a farsi accettare dalla comunità ma ne diventa un personaggio di prestigio. Insomma mi è parsa una scivolata in luoghi comuni e stereotipi per cui il “bello” e il “buono” deve essere anche il migliore, il più ammirato. In che altro modo potrebbe finire la storia? Dopo aver fatto esperienza dei diversi punti di vista, inventare un diverso finale sarebbe la conclusione ideale della attività di oggi.

Linda

 

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