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Eleanor Oliphant sta benissimo -recensione-

 

Questa mattina contro il mio troppo sviluppato senso del dovere ho lasciato che il mondo iniziasse la sua corsa, che i bambini saltassero sul letto (sulla mia pancia), e posticipando doveri e necessità, mi sono regalata la possibilità di finire di leggere questo libro. Non avrei potuto aspettare fino a sera.

Eleanor Oliphant sta benissimo

Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno alla mia scrivania e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto. E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo. O così credevo, fino a oggi. Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E questo ha cambiato ogni cosa. D’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene.

Gail Honeyman è nata e cresciuta in Scozia, e fin dai tempi della scuola la scrittura per lei è stata non solo un’attitudine ma un sogno. Un sogno che ha custodito e coltivato per anni. Un sogno che è diventato un progetto a cui ha dedicato tutto il suo tempo: dalle pause pranzo alle notti di ispirazione. Il progetto si è concretizzato nel libro Eleanor Oliphant sta benissimo (Garzanti 2018), divenuto subito un caso editoriale eccezionale, venduto in 35 paesi.

APPUNTI/SPUNTI

Ammetto che anche in questo caso è stato colpo di fulmine con la copertina e il titolo. Che vi devo dire, al momento sta funzionando, infatti i colpi di fulmine degli ultimi mesi  si sono evoluti in innamoramento e  Eleanor Oliphant sta benissimo  mi ha sorpreso, emozionato, fatto riflettere e credo che molto mi resterà appiccicato addosso per tanto tempo.

Dentro questa storia c’è un universo a più dimensioni. C’è il prima e il dopo nella vita di Eleanor, c’è il suo modo di vedere il mondo, slegato da qualsiasi categoria e preconcetto, c’è il modo in cui lei si percepisce, all’inizio sicuramente poco consapevole, c’è come la vedono gli altri e c’è come la vede il lettore. C’è il primo momento in cui lei sente di aver trovato un equilibrio nella sua nicchia di solitudine, poi arriva la crisi che sconvolge e distrugge questo equilibrio e infine il momento della scelta (non voglio dire di più, deve essere scoperto leggendo).

Nonostante i temi affrontati nel libro siano impegnativi e trattati molto realisticamente, la scrittura mantiene sempre una naturale morbidezza che accompagna il lettore nelle profondità dell’animo della protagonista senza il minimo sforzo.

La forza e la grandezza del romanzo, a mio parere, si trova concentrata per buona parte nella caratterizzazione della protagonista che narra in prima persona le vicende della sua storia. Attraverso le sue parole conosciamo il suo modo di essere e, insieme a lei, percorriamo gli eventi che la porteranno verso la sua evoluzione sociale, emotiva e affettiva. Eleanor nella vita, sul lavoro (che in fondo è l’unica cosa nella sua vita) usa sempre la logica e il buon senso. Le convenzioni sociali sono pratiche che non conosce e non applica a se stessa, e questo la veste spesso, agli occhi del lettore, di una simpatia disarmante, mentre, al tempo stesso, il medesimo atteggiamento provoca perplessità o anche fastidio, in chi la circonda.

I temi che stanno alla base del romanzo sono la solitudine e le sue conseguenze che possono essere silenziosamente tragiche e invisibili alla società, la gentilezza che ha il potere di  svegliare un animo anestetizzato dal troppo dolore e di infondergli coraggio, l’accettazione di sè e dell’altro che significa vedere anche quello che non ci piace senza giudicare e giudicarsi incondizionatamente, il valore dell’aiuto, saperlo accettare, dare e ricevere, sia che esso venga da una persona amica sia da professionisti. Da questi che secondo me sono gli argomenti principali, con un effetto a cascata si potrebbero rintracciarne altri anche analizzando gli altri personaggi e le loro vite che scorrono parallele a quelle di Eleanor.

Ho ancora negli occhi le immagini di questa splendida storia di cui, anche per questo, vorrei approfondire alcuni aspetti ma rischierei di rovinare la lettura a chi ancora non ha avuto il piacere di leggerla. Mi fermo aspettando di discuterne insieme nei commenti.

 

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