Piccoli lettori crescono, Un libro nello zaino

Il meraviglioso mago di Oz. di L. Frank Baum

Ci sono libri che mi hanno incantato con la loro prosa, altri che mi hanno catturato nel loro intreccio, altri ancora che mi hanno trasportato in altri mondi e infine altri che mi hanno ipnotizzato con il loro simbolismo.

In cima alla mia lista per questa ultima categoria c’è Alice nel paese delle meraviglie di cui, proprio per la quantità di simboli, metafore e ipotesi, ancora non riesco a scrivere. In seconda posizione, a distanza di un soffio, ho collocato Il meraviglioso mago di OZ di L. Frank Baum, letto da bambina e recentemente ascoltato su Audible.

Vista la bufera che da ieri imperversa in questo posto, l’associazioni con Dorothy è stata inevitabile.

Il meraviglioso mago di Oz letto da Jasmine Trinca. Audiolibro. CD Audio formato MP3Il meraviglioso mago di Oz

Dorothy vive nelle praterie del Kansas insieme al suo cagnolino Toto. In seguito a un ciclone che la trascina lontano, si ritrova in un paese davvero strano, popolato da bizzarri personaggi: lo Spaventapasseri, il Boscaiolo di Latta, il Leone Vigliacco… In loro compagnia la bambina va alla ricerca del Grande Mago di Oz, cui ciascuno chiederà di esaudire il proprio desiderio più grande: un cervello per lo Spaventapasseri, un cuore per il Boscaiolo di Latta, il coraggio per il Leone Vigliacco; la piccola Dorothy desidera solo far ritorno nel Kansas.

APPUNTI/SPUNTI

Dorothy vive con gli zii, che sembrano essere sempre tristi, in un posto che ai suoi occhi appare altrettanto triste e desolato. Unico amico e compagno di giochi è il piccolo cane Toto. Cosa può allontanare una bambina da tanta tristezza? Senza dubbio l’immaginazione, la fantasia e un potente uragano diventa così il mezzo di trasporto per prendere il volo e atterrare in una terra sconosciuta e straordinaria.

Con il solo atterrare nel nuovo mondo diventa un’eroina,schiaccia infatti con la sua casa  la perfida strega dell’est liberando il popolo che teneva prigioniero. La strega buona del nord, per ringraziarla, le regala le scarpe incantate appartenute alla strega dell’est e le stampa un bacio sulla fronte che la proteggerà durante il viaggio verso la città di smeraldo, dove vive e governa il mago di Oz, unico, a quanto pare, in grado di aiutare la piccola a tornare nel Kansas. Ecco dunque che quello che è iniziato come un viaggio per sfuggire alla grigia quotidianità si trasforma in un cammino alla ricerca della strada di casa.

Determinata nelle sue bellissime scarpe nuove e protetta da quel bacio, simbolo di amore  materno, che forse la bimba non ha sperimentato a sufficienza nella sua vita nel Kansas, Dorothy si incammina.

Con Toto sempre al suo fianco lungo la via di mattoni gialli, Dorothy affronta le sue paure, incontra nuovi amici, scopre con loro che ciascuno ha risorse che neanche immaginava di possedere. L’improbabile compagnia che si va formando procede speranzosa verso Oz, ognuno con il proprio grande desiderio da realizzare: lo spaventapasseri che desidera avere un cervello ma che trova sempre le soluzioni più ingegnose, il boscaiolo di latta senza cuore pronto sempre ad aiutare gli amici e il leone senza coraggio che affronta pericoli per proteggere il resto del gruppo.

 Arrivati nella città di smeraldo scoprono che Oz non è affatto un mago ma solo un imbroglione e che quindi non potrà esaudire i loro desideri con la magia, ma pur di ottenere quello che più di qualsiasi altra cosa desiderano, si accontentano di essere esauditi con un imbroglio che più facile che accettare il fatto di possedere già tutto ciò che desiderano: lo spaventapasseri avrà il peso di un cervello fatto di chiodi, il boscaiolo di latta la sensazione di un cuore di seta che batte e il leone potrà bere il coraggio liquido. Solo Dorothy e Toto non vengono accontentati perchè, dopo aver aiutato il mago a costruire una mongolfiera non fanno in tempo a salire e lui prende il volo da solo.

Solo alla fine Dorothy scopre che sarebbe potuta tornare a casa in qualsiasi momento usando le scarpe incantate della strega dell’est. Come dire che il percorso fatto era tutto suo e da sola poteva ricondursi a casa. In quelle scarpe Dorothy ha trovato il suo spazio, il mezzo per conoscere qualcosa in più su di sè e sull’animo umano.

L’idea che le scarpe simboleggino il radicamento nel sè, il proprio passo, la propria andatura mi piace molto, così come la strada di mattoni gialli si adatta bene ad un percorso interiore.

La parte che però mi suscita più curiosità è il nome Oz. Oz come unità di misura anglosassone che sarebbe circa 28 ml. Effettivamente, ciascuno dei personaggi si reca ad Oz per aggiungere qualcosa che abbia un peso nella propria personalità, qualcosa che aggiunga qualità alla propria vita. I tre amici di Dorothy rappresentano tre aspetti essenziali del’essere umano: la mente libera e capace di pensare ed imparare, il cuore capace di amare ricevere amore e il coraggio di trovare la propria strada ed accettare se stessi. Oz diventa il centro in cui questi aspetti si realizzano e si integrano.

Questo romanzo è stato scritto nel 1900 quindi non può essere stato in nessun modo influenzato dalla ricerca del dottor Duncan MacDougall del 1901. Tuttavia trovo tra le due cose una linea sottile di continuità.

Il dottor MacDougall intendeva dimostrare che l’anima umana ha una massa ed è quindi misurabile. Assistito da altri medici, misurò il peso di alcuni pazienti in fin di vita dimostrando che, contestualmente al decesso veniva riscontrata una lieve perdita ponderale, simile in ciascun paziente. Il dottor MacDougall ipotizzò dunque che quel perso corrispondesse al peso dell’anima, 21 grammi, mediamente 3/4 di oncia. 3 come il numero dei personaggi che seguono Dorothy ed è Dorothy stessa, riunendo il gruppo, che completa la frazione e raggiunge un Oz, l’oncia.

A questo punto mi domando come mai mi sono avventurata in questo delirante ragionamento, tanto più che la matematica non è mai stata nelle mie corde. Ormai è scritta e la pubblico, male che vada, se qualcuno riuscisse ad arrivare alla conclusione di questa mia contorta riflessione, potrebbe cortesemente correggere la frazione.

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5 pensieri riguardo “Il meraviglioso mago di Oz. di L. Frank Baum”

    1. Come lettura l’ho trovata molto lenta, forse per questo mi sono ritrovata a fantasticare tra le righe alla ricerca di significati che la rendessero più emozionante.
      Dato che sei una appassionata anche di serie ti lascio questo link a Emerald City https://www.youtube.com/watch?v=DRCKdYORpiE
      è una rivisitazione del racconto. Ancora non ho ben chiaro se mi sia piaciuto o no … ma ho trovato interessante la chiave di lettura.
      E anche questo a Lost in Oz https://www.youtube.com/watch?v=fvFaDcgZ3qI
      versione animata sempre moderna che abbiamo trovato molto carina. entrambi scoperti su Amazon prime video.

      Mi piace

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